È stato interrogato dalla Procura di Roma Valter Lavitola, ex direttore dell’Avanti, indagato come presunto mandante dell’attentato contro il giornalista e conduttore di Report, Sigfrido Ranucci.
Si tratta di un passaggio atteso nell’inchiesta, che punta a ricostruire la catena delle responsabilità e, soprattutto, il movente di una vicenda che continua a presentare molti interrogativi.
Il legale di Lavitola
«Posso dire che Valter Lavitola è sconvolto per le accuse che gli sono state mosse, anche in ragione dello stretto e fraterno rapporto di amicizia che lo lega a Ranucci, come confermato dallo stesso giornalista», ha dichiarato l’avvocato Sergio Cola, difensore di Lavitola, entrando negli uffici della Procura di Roma.
L’inchiesta e gli arresti
L’inchiesta aveva già portato, la scorsa settimana, all’esecuzione di quattro misure cautelari nei confronti di tre uomini e una donna, ritenuti gli esecutori materiali dell’attentato. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di detenzione, porto in luogo pubblico e utilizzo di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, con le aggravanti dell’aver agito in più di cinque persone e con modalità di tipo mafioso. A questi reati, contestati in concorso anche a Lavitola, si aggiunge l’accusa di strage.
Il rapporto tra Lavitola e Ranucci
A rendere il quadro ancora più singolare è il rapporto personale tra Lavitola e Ranucci. Lo stesso giornalista ha raccontato di una frequentazione nata nel tempo, fatta di incontri, cene e di un rapporto di fiducia alimentato anche dal ruolo di fonte che Lavitola avrebbe avuto per alcune inchieste di Report.
Gli investigatori stanno approfondendo anche un altro aspetto
Secondo la ricostruzione della Procura, Lavitola avrebbe immaginato un futuro politico per Ranucci, considerandolo una possibile figura in grado di unire il centrosinistra e guidare il cosiddetto “campo largo”. Un progetto che, secondo l’ipotesi investigativa, avrebbe alimentato dinamiche oggi finite al centro dell’inchiesta.
I messaggi inviati a Ranucci
Restano poi all’attenzione degli inquirenti i messaggi inviati nelle ore più delicate. Durante la perquisizione della sua abitazione, Lavitola avrebbe scritto a Ranucci dicendosi incredulo di fronte alle accuse, ribadendo la forza del loro legame personale. Lo avrebbe definito «un fratello», manifestando il timore che quella vicenda potesse segnare la fine della loro amicizia.
“Report va avanti anche senza di lui”
Intanto, il direttore degli Approfondimenti Rai, e quindi anche di Report, Paolo Corsini, in un’intervista al Corriere della Sera, ha dichiarato: «Aspettiamo la magistratura, ma poi chiamerò Ranucci perché deve chiarire questa vicenda inquietante nella quale, al momento, è parte lesa». Sull’ipotesi di una possibile cancellazione di Report dai palinsesti Rai, Corsini ha escluso qualsiasi rischio: «Non c’è alcun pericolo. È una trasmissione di cui la Rai detiene il marchio. Nel prossimo palinsesto c’è e andrà avanti comunque. Poi magari potrà condurla Giorgio Mottola o un altro».
Alla domanda se ciò significhi un futuro senza Ranucci alla guida del programma, Corsini ha risposto: «Affatto. Io sono garantista e, per il momento, Ranucci resta parte lesa in questa vicenda». Poi, riferendosi all’emergere del nome di Lavitola nell’inchiesta, il direttore degli Approfondimenti Rai ha aggiunto: «Quando è uscito il nome di Lavitola ho subito pensato che ci fosse qualcosa di strano dietro».












