Lazio-Napoli, il tabù dell’Olimpico e la sfida dei destini: Conte contro Sarri, chi rompe l’equilibrio?

Due pareggi di fila a Roma, numeri che si incrociano e una rivalità mai banale: all’Olimpico va in scena molto più di una partita.


L’Olimpico è tornato terra di equilibrio. Napoli e Lazio hanno chiuso in parità le ultime due sfide di Serie A giocate a Roma, interrompendo una serie lunghissima di dieci confronti consecutivi senza pareggi. Domani 4 gennaio, alle 12:30, il copione potrebbe ripetersi oppure saltare definitivamente: Lazio-Napoli non è mai stata così carica di significati.

Da una parte c’è la Lazio di Sarri, imbattuta da cinque gare contro gli azzurri (tre vittorie e due pareggi), una striscia che i biancocelesti non registravano dal lontano 1965. Dall’altra il Napoli di Conte, in piena risalita, reduce da tre vittorie consecutive senza subire gol e con numeri da big match: solo il Milan ha fatto meglio contro le squadre della parte alta della classifica.

Il confronto in panchina è uno dei temi chiave. Sarri è l’unico allenatore che Conte non ha mai battuto in Serie A, due sconfitte su due quando guidavano Inter e Juventus. Un terzo ko trasformerebbe questa sfida in un vero incubo personale per il tecnico azzurro, chiamato a ribaltare anche questo dato.

I numeri raccontano una gara bloccata, da dettagli. Lazio e Napoli sono le squadre che hanno subito meno gol nel primo tempo (quattro a testa) e i biancocelesti hanno mantenuto la porta inviolata in cinque delle otto gare casalinghe. Ma il momento pende leggermente dalla parte del Napoli, che ha ritrovato solidità e cinismo, nonostante le assenze pesanti.

Occhi puntati sui protagonisti: Isaksen, che ha segnato due volte al Napoli nelle ultime due sfide, e Højlund, già a quota nove gol stagionali e pronto a toccare la doppia cifra con un’efficacia impressionante. Dieci tiri in porta, cinque gol dal mese di dicembre: numeri da attaccante totale.

All’Olimpico si incrociano passato e presente, statistiche e nervi, ambizioni e fantasmi. Dopo due pareggi consecutivi, la domanda è una sola: chi avrà il coraggio di rompere l’equilibrio?