Sarah e Alisya sono state trovate sane e salve a Formia. La svolta nelle indagini porta al fermo della madre, del compagno e del nonno delle ragazze con l’accusa di sequestro di persona aggravato. Il padre: “Ora possiamo ricominciare”
La svolta e le indagini
Per quattordici giorni l’Italia ha seguito con il fiato sospeso la vicenda di Sarah e Alisya, le due sorelle scomparse nella notte tra il 6 e il 7 giugno dalla casa-famiglia che le ospitava in Abruzzo. Ora il caso registra una svolta clamorosa.
La Procura di Sulmona ha disposto il fermo di tre persone con l’accusa di sequestro di persona aggravato in concorso: la madre delle ragazze, il compagno della donna e il nonno materno. Un passaggio che segna un cambio di prospettiva nell’inchiesta e che potrebbe rappresentare il primo tassello per ricostruire quanto accaduto durante le due settimane di sparizione.
Il ritrovamento a Formia
Le ragazze sono state rintracciate nella serata di sabato a Formia, in provincia di Latina, al termine di una complessa operazione coordinata dalla Procura di Sulmona e condotta dai carabinieri dell’Aquila, di Latina e dai reparti speciali dell’Arma.
Secondo gli investigatori, Sarah e Alisya si trovavano nell’abitazione di una lontana parente della madre, un’anziana donna di ottant’anni.
Le condizioni delle due giovani sono apparse buone e nelle prossime ore saranno trasferite in una nuova struttura protetta nel Lazio, lontano dai riflettori e da una vicenda che le ha esposte a un’enorme pressione mediatica.
I sospetti degli investigatori
Gli inquirenti ritengono che l’allontanamento dalla struttura protetta non sia stato un semplice allontanamento volontario.
L’ipotesi investigativa è quella di un piano organizzato e condiviso da più persone, tanto da far scattare l’accusa di sequestro di persona aggravato. Le indagini proseguono per verificare eventuali ulteriori responsabilità e per accertare se altre persone abbiano contribuito a nascondere o spostare le due ragazze durante il periodo della loro irreperibilità.
Entro le prossime ore il giudice dovrà pronunciarsi sulla convalida dei fermi.
Dieci anni di battaglie
Dietro la cronaca giudiziaria emerge soprattutto una storia familiare lunga e dolorosa.
Le parole del padre raccontano più di qualsiasi atto giudiziario il peso di questa vicenda. Alla notizia del ritrovamento avrebbe accusato un malore dovuto alla forte tensione accumulata in giorni di ansia e preoccupazione.
Poi, affidandosi ai social, ha voluto lanciare un messaggio che sa di liberazione e speranza.
“Si inizia una nuova vita. Si riparte da zero.”
Una frase semplice che racchiude anni di battaglie, conflitti familiari e attese.
Adesso inizia la fase più delicata
Il ritrovamento delle due sorelle chiude la fase dell’emergenza ma apre quella più complessa.
Gli investigatori dovranno ricostruire ogni passaggio della fuga, chiarire ruoli e responsabilità e comprendere cosa sia accaduto realmente nelle due settimane trascorse lontano dalla struttura.
Per Sarah e Alisya, invece, comincia un percorso diverso: quello del ritorno alla normalità, della tutela e della ricostruzione di una quotidianità che questa vicenda ha inevitabilmente sconvolto.
La buona notizia, oggi, è che sono vive, stanno bene e possono finalmente guardare avanti. Dopo due settimane di paura, è il dettaglio che conta più di ogni altro.












