Trio per trio, lui: l’uomo mascherato che stasera squarcia il Diego Armando Maradona, santuario dei suoi sogni, del suo tifo fanatico, dei suoi capelli spruzzati d’azzurro in un’inondazione d’azzurro. Era già lì a esultare per il terzo scudetto e poi per il quarto: quella notte non si era risparmiato, e aveva aggiunto ai suoi brani per la festa l’inevitabile La capolista se ne va. Ricomincia da tre l’uomo Liberato, di nome e di fatto; ma questa volta lo scudetto è suo, tutto suo. La capolista sparita era l’Inter, Conte se n’è appena andato, Allegri non è ancora arrivato e De Laurentiis si appresta a festeggiare il centenario della squadra.
Come sempre, il segreto avvolge lo show, provato ieri sera a porte ermeticamente chiuse, per l’unica sua data dell’estate 2026. Francesco Lettieri, regista dei suoi videoclip e amico dagli inizi, confessa di fare fatica a immaginare cosa abbia preparato. Qualcosa in realtà lo conosce e l’ha visto, ma non lascia trapelare nulla. Il Maradona è il suo sogno da sempre: esiste una foto celebre che lo ritrae davanti allo stadio, un’altra che lo mostra all’interno mentre osserva la statua del D10s, come a simboleggiare il cammino compiuto. Ma tutto inizia molto prima, quando Liberato ha cominciato a farsi notare e io facevo da ponte tra lui e chi lo voleva. Mi proposero e gli offrii un concerto in un club, ma lui rispose secco: Il mio primo concerto lo faccio al Maradona. Sembrava una gag, un’esagerazione, ma aveva un piano preciso.
Stanotte il sogno si avvera e se lo godrà appieno.












