L’isola di Capri ha salutato il suo artista più rappresentativo con l’amore e il rispetto riservato ai grandi, quelli che non potranno mai essere dimenticati.
Nella ex cattedrale di Santo Stefano si sono celebrati i funerali di Peppino di Capri, scomparso a 86 anni. Una vita trascorsa tra palcoscenici, pianoforti e melodie entrate nella storia della musica italiana. Al termine della cerimonia il feretro è stato accompagnato da un lungo applauso, mentre nell’aria risuonavano le note de “Il sognatore”, il brano che più di ogni altro racconta l’anima dell’artista.
Una chiesa gremita
In prima fila i figli Igor, Edoardo e Dario, affiancati dalle sorelle del cantante e dai parenti più stretti. Accanto a loro tanti amici di una vita, colleghi e personalità del mondo delle istituzioni e dell’imprenditoria. Tra i presenti Aurelio De Laurentiis con il figlio Luigi, Diego Della Valle, Luca Cordero di Montezemolo, Eugenio Bennato, Pietra Montecorvino, il prefetto di Napoli Michele di Bari e l’assessore comunale Chiara Marciani. Presente anche Roberta Stoppa, prima moglie del cantante e madre di uno dei suoi figli.
Quello di oggi non è stato l’ultimo saluto, una cerimonia funebre, ma è stato un tributo collettivo a un uomo che ha saputo trasformare il nome della sua isola, tanto amata, in un marchio riconosciuto in tutto il mondo. Durante la celebrazione lo ha ricordato il prefetto Di Bari, sottolineando come quel “Di Capri” non fosse soltanto un nome d’arte, ma il simbolo di un’appartenenza che l’artista ha saputo raccontare ben oltre i confini dell’isola.
Un’eredità immensa
Nell’omelia, don Pasquale Irolla ha ripercorso il legame indissolubile tra Peppino e Capri, definendolo un ambasciatore capace di portare l’isola ovunque attraverso le sue canzoni. Ha ricordato quanto la musica sia stata il grande amore della sua esistenza fino all’ultimo giorno e raccontata sempre con delicatezza, trasformando emozioni, malinconia e speranza in melodie destinate a restare.
Tra i momenti più emozionanti e forti della giornata, il ricordo del figlio Edoardo. Pochi giorni prima della scomparsa aveva chiesto al padre quale fosse la canzone che sentiva più vicina tra le oltre cinquecento incise in carriera. La risposta fu immediata: Il sognatore. “Oggi la ascolto in modo diverso”, ha confidato. “Dentro quelle parole c’è tutta la sua vita, con la malinconia, l’eleganza e la sensibilità che lo hanno sempre contraddistinto”.
Commosso anche Aurelio De Laurentiis, che ha annunciato l’intenzione di riportare allo stadio Diego Armando Maradona lo storico inno del Napoli composto da Peppino Di Capri negli anni Ottanta. Un omaggio che accompagnerà la prima partita della nuova stagione e che consentirà ai tifosi di ricordare ancora una volta un artista profondamente legato alla città.
Capri ha partecipato al lutto cittadino
Durante la funzione i bar della Piazzetta hanno sospeso il servizio, ritirando tavolini e sedie in segno di rispetto. Un maxischermo ha permesso alle centinaia di persone rimaste all’esterno della chiesa di seguire la celebrazione, mentre molti turisti si sono uniti spontaneamente al silenzio e agli applausi.
Quando la bara ha lasciato la chiesa, il lungo applauso della folla ha accompagnato l’ultimo viaggio del musicista verso il cimitero dell’isola, dove sarà sepolto nella tomba di famiglia.












