Napoli chiude definitivamente i conti con il passato e prova a riaprire il futuro. È un messaggio netto quello lanciato dal sindaco Gaetano Manfredi, intervenuto all’assemblea dell’Acen in occasione dell’elezione del nuovo presidente. Un intervento che ha il tono di un bilancio, ma soprattutto di una chiamata alle responsabilità.
«A Napoli sono finiti gli anni delle mani sulla città – ha detto Manfredi – ci siamo fermati agli anni Sessanta, negando il futuro a tanti giovani che sono andati via». Una stagione, secondo il sindaco, che ha prodotto ritardi strutturali e bloccato lo sviluppo urbano. «Ora quella colpa è stata espiata – ha aggiunto – ed è il momento di costruire una grande metropoli moderna».
La “stagione fondamentale” e il patto con i costruttori
Manfredi ha parlato di una fase cruciale per il capoluogo partenopeo, invitando il mondo dell’edilizia a una “leale collaborazione”, fondata su un principio chiave: il bene comune. Non più interventi frammentati o visioni di corto respiro, ma una strategia condivisa che tenga insieme sviluppo, inclusione e sostenibilità.
Casa e trasporti: la sfida metropolitana
Al centro del progetto c’è il tema dell’abitare. «Serve una vera dimensione metropolitana dell’edilizia – ha spiegato – che, insieme ai trasporti, consenta alla città di fare un salto di qualità». La residenzialità, secondo il sindaco, deve svilupparsi nell’area metropolitana, ma per farlo è indispensabile una rete di collegamenti adeguata.
«Abbiamo bisogno di una metropolitana che non si fermi ai confini del Comune, ma vada oltre», ha sottolineato Manfredi, indicando nel trasporto pubblico il perno di ogni politica urbana credibile.
Le priorità: casa, infrastrutture, Europa
Il sindaco e presidente dell’Anci ha poi elencato le priorità dell’agenda cittadina: in primo luogo l’emergenza casa, una questione che attraversa Comune, Regione, Governo nazionale ed Europa, soprattutto in vista della riprogrammazione delle risorse europee.
Fondamentale anche il capitolo infrastrutture, dove il partenariato pubblico-privato viene indicato come strumento decisivo, in particolare per la portualità e i grandi interventi di rigenerazione urbana. Bagnoli resta il simbolo di questa sfida: un’area che, secondo Manfredi, sta finalmente trovando una nuova traiettoria di sviluppo.
Turismo, non un problema ma una risorsa
Nel suo intervento, Manfredi ha toccato anche il tema del turismo, invitando a superare la logica della concentrazione. «Ne vogliamo di più – ha detto – ma non deve essere confinato in pochi luoghi del centro storico».
La strategia passa per l’estensione dei flussi turistici ad altre aree della città, attraverso sviluppo e rigenerazione. Bagnoli, l’area est, il lungomare di via Caracciolo e la balneabilità di San Giovanni a Teduccio sono citati come esempi concreti di una visione più ampia.
Interventi, ha ricordato il sindaco, già previsti da un accordo di programma di quindici anni fa, ma rimasti per troppo tempo sulla carta. «Il Comune non aveva fatto nulla – ha concluso – oggi invece stiamo finalmente portando avanti quei progetti».












