Marano, incendiata l’auto di un uomo con disabilità: “Ora temo per la mia famiglia”

Prima le discussioni quasi quotidiane con chi occupava senza diritto lo stallo riservato alle persone con disabilità. Poi, nel cuore della notte, l’unica automobile della famiglia distrutta dalle fiamme.

È quanto accaduto a Raffaele, 36enne di Marano affetto da sclerosi multipla. L’incendio è divampato tra il 2 e il 3 settembre davanti alla sua abitazione, in via Ungheria. Il tempestivo intervento dei vigili del fuoco ha evitato che il fuoco raggiungesse gli appartamenti vicini. “Ho paura per me e per la mia famiglia. Ho paura che queste persone non si fermino all’automobile e che possa accadere qualcosa di ancora più grave”, racconta l’uomo.

La vettura, acquistata da pochi mesi, era l’unico mezzo a disposizione della famiglia. Un bene ancora più necessario per chi convive con gravi difficoltà motorie e che Raffaele, sostenuto dalla pensione d’invalidità e dallo stipendio della moglie, spiega di non poter sostituire.

L’ipotesi della ritorsione

Raffaele teme che l’incendio possa essere una vendetta per le sue proteste contro l’occupazione abusiva dello stallo per disabili davanti casa. Avrebbe avuto diversi contrasti con automobilisti privi del contrassegno e, una decina di giorni prima del rogo, avrebbe lasciato un biglietto su una vettura parcheggiata irregolarmente.

Il collegamento tra quell’episodio e l’incendio, tuttavia, non è stato ancora accertato. I carabinieri stanno svolgendo gli accertamenti per ricostruire l’origine delle fiamme e individuare eventuali responsabili. La carcassa dell’auto sarebbe stata posta sotto sequestro.

“Chiedo tutela e protezione alle forze dell’ordine”, è l’appello di Raffaele, che si è affidato all’associazione La Battaglia di Andrea. Al suo fianco anche l’Associazione Autismo Aps di Marano e l’avvocato Sergio Pisani. Asia Maraucci, presidente della Battaglia di Andrea, ricorda che anche gli attivisti dell’associazione hanno subito atti vandalici collegati alla difesa degli stalli riservati. “Conosciamo molto bene questa situazione”, sottolinea, esprimendo fiducia nel lavoro degli investigatori.

Il prefetto: risposta immediata dello Stato

Sul caso è intervenuto il prefetto di Napoli Michele di Bari, che ha espresso “totale solidarietà” alla vittima e alla sua famiglia, condannando duramente quella che ha definito un’azione “vile e deplorevole”. La Prefettura ha assicurato una risposta immediata delle istituzioni: i servizi di controllo nell’area di Marano saranno intensificati, sia per tutelare i residenti sia per chiarire dinamica e responsabilità del rogo.

L’episodio sarà inoltre esaminato durante una prossima riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, nella quale saranno valutate misure specifiche di prevenzione e presidio del territorio. “Il rispetto dei diritti e delle tutele delle persone con disabilità non è solo un obbligo di legge, ma un pilastro di civiltà”, ha dichiarato il prefetto.

La gara di solidarietà

Si è immediatamente attivata una catena di solidarietà intorno a Raffaele. Questa mattina l’onorevole Francesco Emilio Borrelli e l’associazione La Battaglia di Andrea hanno promosso una raccolta fondi per consentire a Raffaele e alla sua famiglia di acquistare una nuova automobile. L’iniziativa, appena diffusa, ha raccolto l’attenzione e la generosità di centinaia di persone, dando vita a una mobilitazione che sta crescendo rapidamente.

“Siamo felici di quello che sta succedendo di bello intorno a Raffaele – dichiara Asia Maraucci, presidente dell’associazione La Battaglia di Andrea –. Da una cosa brutta e terribile sta nascendo una catena di solidarietà fantastica. Vedere centinaia di persone stringersi intorno a una famiglia che si trova improvvisamente senza automobile ci emoziona e ci fa capire quanto sia grande la parte buona della nostra società”.

“Siamo certi – aggiunge Maraucci – che Raffaele riuscirà a ricomprare un’automobile, magari anche migliore di quella che aveva e, se possibile, adattata alle sue esigenze e alla sua disabilità. Adesso il nostro obiettivo è non lasciare sola questa famiglia e trasformare un gesto di violenza in un messaggio di solidarietà”.

“Quello che sta accadendo dimostra che di fronte alla violenza e all’illegalità la risposta della comunità può essere fortissima – afferma Francesco Emilio Borrelli –. Raffaele non deve sentirsi solo. Stiamo facendo tutto il possibile affinché possa tornare al più presto ad avere un’automobile e a vivere la propria quotidianità con maggiore serenità”.