Un razzo colpisce la base italiana di Shama nel sud del Libano: nessun ferito tra i militari di Unifil. Intanto prosegue il dialogo tra Washington e Teheran per una tregua temporanea nel conflitto
Nuova tensione in Medio Oriente. Un razzo è caduto nel pomeriggio all’interno della base di Shama, nel sud del Libano, sede del contingente italiano impegnato nella missione UNIFIL.
Secondo quanto riferito dal ministero della Difesa, non si registrano feriti tra i militari italiani. Lievi i danni provocati a un mezzo dell’Esercito. Restano invece ancora da chiarire la provenienza del razzo e la dinamica dell’accaduto.
Crosetto segue la situazione
Il ministro della Difesa Guido Crosetto è in contatto costante con il capo di Stato Maggiore della Difesa, con il comando operativo e con i vertici del contingente italiano per monitorare l’evoluzione della situazione.
L’episodio conferma quanto resti fragile il quadro lungo il confine meridionale libanese, in un’area dove la pressione militare continua a crescere parallelamente all’allargamento della crisi regionale.
Il fronte diplomatico
Mentre sul terreno la tensione resta altissima, sul piano politico emergono segnali di dialogo tra Iran e Stati Uniti d’America.
Secondo fonti diplomatiche internazionali, le parti sarebbero vicine a un’intesa temporanea legata alla gestione della guerra e alla sicurezza dei traffici strategici nell’area del Golfo.
Un percorso ancora fragile, ma che potrebbe rappresentare il primo tentativo concreto di contenimento dopo settimane di escalation.
Il rischio di allargamento
L’attacco alla base italiana arriva in un momento particolarmente delicato: la regione resta attraversata da tensioni militari diffuse, con raid, lanci di missili e operazioni navali che continuano a coinvolgere più fronti contemporaneamente.
In questo scenario, anche le missioni internazionali presenti sul territorio si trovano esposte a rischi crescenti.
Per ora il contingente italiano non ha subito conseguenze operative, ma l’episodio riaccende l’attenzione sulla sicurezza dei militari impegnati nelle missioni di pace nel Mediterraneo allargato.












