Il presidente Usa protagonista all’evento FIFA con Infantino: torna sul caso Balogun, elogia il fuoriclasse argentino, critica il ct inglese e sogna il Mondiale 2038 negli Stati Uniti
Donald Trump si prende ancora una volta la scena. All’evento organizzato dalla FIFA alla Trump Tower di New York, alla vigilia della finale del Mondiale tra Argentina e Spagna, il presidente degli Stati Uniti ha trasformato l’appuntamento in un vero e proprio show, alternando autocelebrazioni, battute, complimenti a Gianni Infantino e giudizi sul torneo e sui suoi protagonisti.
“Questo Mondiale è un successo”
Accanto al presidente della FIFA, Trump ha rivendicato il proprio ruolo nell’assegnazione della Coppa del Mondo al Nord America, sottolineando il successo dell’edizione 2026.
“Otto anni fa è stato un onore contribuire a portare il Mondiale qui. Se avessimo altri dieci milioni di biglietti, li venderemmo tutti”, ha dichiarato, ricevendo l’apprezzamento di Infantino, che lo ha ringraziato pubblicamente per il sostegno all’organizzazione del torneo.
Il ritorno sul caso Balogun
Non poteva mancare un riferimento alla vicenda Balogun, che nelle scorse settimane aveva acceso il dibattito dopo il presunto intervento della Casa Bianca sulla squalifica dell’attaccante statunitense.
Trump ha ridimensionato l’accaduto, spiegando di aver semplicemente espresso il proprio disappunto senza chiedere alcun trattamento di favore. “Mi sono limitato a manifestare un reclamo. Non ho mai chiesto che fosse autorizzato a giocare”, ha detto, definendo l’episodio uno dei momenti più significativi del torneo.
Messi promosso, Tuchel bocciato
Tra un commento e l’altro, Trump ha voluto rendere omaggio anche a Lionel Messi, protagonista del cammino dell’Argentina verso la finale.
Il presidente americano ha elogiato la giocata decisiva del fuoriclasse argentino nella semifinale contro l’Inghilterra, definendola il frutto del talento unico dei grandi campioni.
Di tono opposto, invece, il giudizio riservato a Thomas Tuchel. Trump ha criticato apertamente le scelte tattiche del commissario tecnico inglese, soffermandosi in particolare sull’utilizzo di Harry Kane.
“È uno dei migliori giocatori del mondo. Portarlo così lontano dalla porta è stato un errore”, ha commentato.
Il sogno del 2038
Nel finale dell’intervento Trump ha rilanciato un obiettivo per il futuro: riportare la Coppa del Mondo negli Stati Uniti nel 2038, questa volta senza la co-organizzazione con Messico e Canada.
Un’idea accolta con entusiasmo da Infantino, che ha ribadito il proprio ringraziamento al presidente americano, definendo il Mondiale 2026 “un evento straordinario” e riconoscendo il contributo degli Stati Uniti al successo della manifestazione.












