A Napoli la microcriminalità resta uno dei temi più sentiti dalla popolazione. Secondo le ultime rilevazioni – effettuate attraverso la nostra vox populi, a seguito degli accoltellamenti tra minori in piazza Carlo III e al Vomero – un napoletano su due percepisce un aumento di furti, scippi e piccoli reati predatorî nel proprio quartiere, mentre solo il 14% ritiene che la situazione sia migliorata rispetto al passato.
La percezione di insicurezza cambia molto a seconda del momento della giornata e della zona. Di giorno, 8 cittadini su 10 si dichiarano abbastanza tranquilli, ma di notte la preoccupazione sale nettamente: 4 su 10 ammettono di sentirsi meno sicuri dopo il tramonto. I luoghi considerati più a rischio sono i parcheggi (82%), le periferie e i parchi (80%) e le fermate dei mezzi pubblici (78%); anche il centro, pur percepito come relativamente più sicuro, è considerato “a rischio” dal 72% degli intervistati.
Non mancano, però, voci che sottolineano come la situazione sia meno drammatica di quanto racconti la cronaca. Molti napoletani distinguono tra quartieri problematici e zone semplicemente “chiassose”, e indicano come aree più tranquille il Vomero, Chiaia, via Toledo e piazza del Plebiscito, oggi molto frequentate anche da turisti e famiglie.
Resta forte, tuttavia, la sensazione che la risposta delle istituzioni sia insufficiente: quasi la metà dei cittadini giudica inadeguate le azioni del Comune e dello Stato per contrastare la microcriminalità, chiedendo più controlli, migliore illuminazione e interventi mirati nelle periferie e nei punti critici della città.












