Morto Bruno Contrada, ex numero tre del Sisde: aveva 94 anni

Ex dirigente della polizia e dei servizi segreti civili, fu protagonista degli anni più duri della guerra di mafia a Palermo e al centro di una lunga e controversa vicenda giudiziaria.

È morto a 94 anni Bruno Contrada, ex alto dirigente della polizia italiana e numero tre del servizio segreto civile, il Sisde. Figura centrale e allo stesso tempo controversa della storia recente dello Stato nella lotta alla mafia, il suo nome è rimasto legato agli anni più violenti della guerra di Cosa Nostra in Sicilia.

Nato a Napoli nel 1931 ma palermitano d’adozione, Contrada costruì gran parte della sua carriera investigativa proprio nel capoluogo siciliano, dove ricoprì ruoli chiave nelle strutture di polizia e poi nei servizi segreti. Nel corso degli anni fu capo della Squadra Mobile di Palermo e successivamente entrò nel Sisde, arrivando ai vertici dell’organizzazione durante una delle fasi più delicate della lotta alla criminalità organizzata.

La sua vicenda personale e professionale è stata però segnata soprattutto da una lunga battaglia giudiziaria. Negli anni Novanta venne arrestato con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa sulla base delle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia. Dopo un iter processuale complesso, fu condannato definitivamente a dieci anni di carcere, pena di cui scontò circa otto anni.

Il caso giudiziario non si chiuse però con quella sentenza. Nel 2015 la Corte europea dei diritti dell’uomo stabilì che il reato di concorso esterno non poteva essere applicato retroattivamente ai fatti contestati a Contrada. La decisione portò alla revisione del processo e alla revoca della condanna, con l’annullamento degli effetti penali della sentenza.

La sua figura ha continuato negli anni a dividere l’opinione pubblica tra chi lo considerava un investigatore coinvolto in una delle stagioni più oscure della storia italiana e chi invece lo riteneva vittima di un errore giudiziario.

Con la morte di Bruno Contrada si chiude una pagina complessa e controversa della storia dello Stato italiano negli anni della lotta alla mafia. I funerali saranno celebrati a Palermo.