di Oscar De Simone
La cocciniglia tartaruga è un animaletto di soli 4,5 millimetri eppure, come si vede da tempo, è capace di danni incalcolabili. Indebolisce le piante e ne provoca la morte. La cocciniglia sembra inarrestabile a Napoli e nelle isole del golfo ma adesso, o meglio da oggi, la storia potrebbe cambiare. Come? Nel boschetto della Mostra d’Oltremare infatti, sono stati rilasciati 100 esemplari di un coleottero che si ciba proprio di questo animaletto. Si tratta del Thalassa Montezumae che somiglia ad una coccinella ma con due soli puntini rossi su fondo scuro. Il suo nome deriva sia dal greco (Talassa cioè mare) che dalla storia dei concquistadores (Montezuma infatti, fu l’ultimo re degli Aztechi). In definitiva, stiamo parlando di un piccolo guerriero venuto dal mare. Si tratta quindi di un esperimento vero e proprio, utile a verificare questa “soluzione biologica, innovativa e sostenibile per contrastare la diffusione della cocciniglia e salvaguardare il patrimonio arboreo”, come viene fatto sapere in una nota. Il progetto dei “coleotteri killer”, è coordinato dalla Regione Campania attraverso il Servizio Fitosanitario, con il supporto scientifico dell’Università degli Studi di Napoli Federico II – Dipartimento di Agraria, Sezione di Entomologia, è promosso dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (MASAF) ed è realizzato dal CREA Difesa e Certificazione di Firenze












