di Silver Mele
C’è una città in cui non basta raccontare il calcio come semplice sport: va letto come fenomeno sociale, spazio emotivo, grammatica di identità collettiva. Napoli 100 nasce proprio da questa visione — un progetto che coniuga documento e immagine, archivio e narrazione, storia e memoria.
Il volume omonimo, quinto della collana Documento > Monumento. C’arte in fotografia, ideata e diretta dalla storica dell’arte Bianca Stranieri, non è un libro sul calcio, ma un libro del calcio dentro Napoli. Trentadue voci di archivisti, storici, ricercatori e giornalisti si intrecciano in un coro di prospettive diverse: non semplici cronache agonistiche, ma piccoli universi narrativi che tracciano l’evoluzione di un secolo di passione azzurra attraverso carte, registri e documenti d’epoca conservati negli archivi della Fondazione Banco di Napoli e di altre istituzioni pubbliche e private.
Le immagini evocative di Federica Gioffredi non illustrano soltanto fatti e nomi. Piuttosto, li abitano: restituendo all’occhio del lettore e dello studioso le atmosfere, i dettagli, le fisionomie di una passione che ha plasmato luoghi e senso civico nel cuore urbano.
Quel filo rosso che attraversa i cento anni dalla fondazione della Società Calcio Napoli — ufficialmente nata nel 1926 — ci parla di una civiltà sportiva che ha il suo riverbero ben oltre gli stadi. Non si ferma alla maglia e ai trofei, ma si irradia nel tessuto sociale, simbolico e urbano della città: dai sobborghi popolari alle piazze principali, dalle cronache giornalistiche alle storie familiari, con risonanze che arrivano fino alle nuove generazioni.
Ce lo racconta Ciro Castaldo, direttore generale della Fondazione Banco di Napoli, quando sottolinea come Napoli 100 abbia il merito di restituire memoria — anche personale e affettiva — di protagonisti come Antonio Iuliano, evocando non solo lo sport, ma il senso di appartenenza che lega generazioni di tifosi alla squadra.
E ce lo suggerisce la curatrice stessa, Bianca Stranieri, quando parla del ritaglio di un quotidiano del 1928 che annuncia la “consacrazione ufficiale” dell’inno del Napoli — non come nota musicale, ma come rito collettivo che unisce famiglie, autorità sportive e comunità tutta. Ogni documento, in queste pagine, è un portale verso un tempo vivo, che ancora pulsa nell’esperienza quotidiana di Napoli.
Accompagnato da una mostra allestita con documenti e cimeli — tra storici registri d’archivio e pezzi della collezione privata “Ten Experience” — Napoli 100 diventa una esperienza totale: libro e mostra si rispecchiano, si arricchiscono, si rispondono, restituendo al pubblico un affresco che è insieme culturale, affettivo e sociale.
In un tempo in cui la memoria rischia di essere consumata dalla superficialità del presente, questa pubblicazione ci ricorda cosa significa guardare alle carte non come a testimoni muti, ma come a porte su storie che continuano a vivere nella città e nel cuore di chi ama il calcio e Napoli con la stessa intensità.












