Napoli, allarme giovani: in città 14 su 100 non studiano e non lavorano

In Italia, più di un giovane su tre, tra 0 e 24 anni, vive nelle città metropolitane: sono 4,8 milioni, pari al 22,6% della popolazione nazionale. A rivelarlo è Save the Children, durante l’incontro “Periferie: dove cresce il futuro”. Ma dietro i numeri complessivi si nascondono divari enormi, soprattutto al Sud. Napoli è tra le città metropolitane con la quota più alta di giovani NEET: circa 14 ragazzi su 100 tra i 15 e i 24 anni non studiano e non lavorano, ben oltre la media nazionale del 9%. Un dato che conferma una fragilità strutturale legata al mercato del lavoro, alla povertà educativa e alla dispersione scolastica.

Save the Children sottolinea come, nelle grandi città, il divario non sia solo tra Nord e Sud, ma anche tra quartiere e quartiere. A Napoli, questa frattura è particolarmente evidente: zone centrali e più servite registrano tassi di dispersione scolastica relativamente contenuti, mentre nelle periferie l’abbandono precoce e l’inattività giovanile esplodono.

In diverse aree dell’hinterland e nei quartieri popolari — dalla zona orientale alla periferia nord — le famiglie in potenziale disagio economico rappresentano una quota significativa, e l’accesso ai servizi educativi è spesso carente. Qui la povertà educativa rischia di diventare un’eredità che si trasmette da una generazione all’altra.

Secondo l’organizzazione, la chiave per invertire la rotta passa per un investimento serio e continuo su scuola, orientamento, spazi culturali e politiche attive per il lavoro giovanile.
Napoli, con il suo tasso di NEET tra i più alti del Paese, è uno degli esempi più evidenti di come l’ambiente in cui si cresce possa determinare il percorso di un’intera vita.