Il progetto dell’arena entra nella fase decisiva: il patron del Palapartenope pronto a cedere le aree per il nuovo impianto da 10-14mila posti. Investimento privato fino a 70 milioni, il Comune segue da vicino la trattativa
Il Napoli Basket accelera sul progetto che può cambiare il volto dello sport cittadino. Dopo anni di attese, annunci e ipotesi rimaste sulla carta, la rinascita del PalArgento di Fuorigrotta entra finalmente in una fase concreta. La novità più importante riguarda la disponibilità di Rino Manna, storico patron del Palapartenope e della Casa della Musica, a cedere gli spazi necessari alla costruzione della nuova arena voluta dal club di Matt Rizzetta.
Una svolta decisiva, perché il vecchio scheletro del Mario Argento, chiuso da quasi trent’anni, non avrebbe da solo superfici sufficienti per ospitare un impianto moderno, completo di parcheggi, aree commerciali e servizi. Da qui la necessità di ampliare il progetto alle strutture confinanti.
L’intesa che cambia il progetto
Al tavolo della trattativa si sono ritrovati Rosario Procino, managing director incaricato da Rizzetta di seguire l’operazione, il direttore generale Riccardo Marziantonio, lo stesso Manna e Vincenzo Papa, dirigente comunale per gli impianti sportivi. Un segnale chiaro anche da parte dell’amministrazione cittadina, che considera il progetto strategico per la riqualificazione dell’area occidentale di Napoli.
Manna ha aperto senza esitazioni alla possibilità di cedere sia il Palapartenope sia la Casa della Musica, ponendo soltanto una condizione: restare direttore artistico degli eventi musicali e teatrali del futuro impianto.
Una richiesta che non sembra rappresentare un ostacolo per il Napoli Basket, determinato ad andare avanti rapidamente per regalare alla città una struttura finalmente all’altezza delle grandi capitali europee.
Un’arena moderna per basket e grandi eventi
Il nuovo impianto dovrebbe avere una capienza compresa tra i 10mila e i 14mila posti, numeri che permetterebbero a Napoli di ospitare non solo il basket di alto livello, ma anche concerti internazionali, eventi sportivi e manifestazioni di richiamo mondiale.
L’investimento previsto oscilla tra i 40 e i 70 milioni di euro e sarà sostenuto principalmente dalla proprietà americana guidata da Matt Rizzetta e Dan Doyle. La linea scelta dal club è chiara: niente attese infinite per fondi pubblici e burocrazia, ma un progetto sostenuto soprattutto da capitali privati per abbreviare i tempi.
Dal degrado alla rinascita
Il vecchio PalArgento rappresenta da decenni una delle grandi incompiute di Napoli. Costruito per le Universiadi del 1963, l’impianto è diventato col tempo il simbolo di un abbandono urbanistico mai davvero risolto.
Negli anni non sono mancati progetti ambiziosi, come quello presentato nel 2005 con la struttura “a dorso di balena”, mai concretizzato. Stavolta però il clima appare diverso: ci sono investitori pronti, un partner disponibile a cedere gli spazi e un Comune che osserva l’operazione con interesse concreto.
La città sogna il salto di qualità
Per Napoli Basket il nuovo palazzetto rappresenterebbe molto più di una semplice casa sportiva. Sarebbe il simbolo di una città finalmente capace di dotarsi di infrastrutture moderne, indispensabili per competere ai massimi livelli.
E mentre Fuorigrotta prova a immaginare il proprio futuro tra basket, concerti e grandi eventi, resta una sensazione forte: dopo trent’anni di promesse, il PalArgento potrebbe davvero tornare a vivere.












