Napoli-Bologna sarà una finale che mette di fronte due storie diverse, due ambizioni opposte, ma la stessa fame di trofei. Il Napoli arriva all’ultimo atto dopo aver superato con autorità il Milan nella prima semifinale, chiusa sul 2-0. Una vittoria netta, di sostanza e maturità, che ha confermato la solidità della squadra di Antonio Conte nei momenti che contano.
Dall’altra parte c’è il Bologna, che ha scritto una pagina indelebile della propria storia eliminando l’Inter ai calci di rigore: un successo sofferto, emozionante, che vale la prima finale di Supercoppa per il club emiliano.
Per gli azzurri la posta in palio è pesante: la terza Supercoppa italiana dopo i trionfi del 1990-91 e del 2014-15. Per il Bologna, invece, è la possibilità di aggiungere un altro tassello a una stagione già storica, dopo il recente successo in Coppa Italia.
Le probabili formazioni
Antonio Conte si affida al suo 3-4-2-1, con Milinkovic-Savic tra i pali e una linea difensiva guidata da Di Lorenzo, Rrahmani e Juan Jesus. Sulle corsie Politano e Spinazzola, mentre in mezzo al campo la regia sarà affidata a Lobotka e McTominay. Davanti spazio a Neres ed Elmas alle spalle di Højlund.
Il Bologna di Vincenzo Italiano risponde con il 4-2-3-1: Ravaglia in porta, Holm, Heggem, Lucumí e Miranda in difesa; Pobega e Ferguson a fare da diga in mezzo, con Orsolini, Odgaard e Cambiaghi a supporto dell’unica punta Castro.
Numeri e precedenti: equilibrio inatteso
I dati raccontano una sfida meno scontata di quanto si possa pensare. Il Bologna è rimasto imbattuto in cinque delle ultime sei gare contro il Napoli in tutte le competizioni, dopo aver perso 11 delle precedenti 14. L’ultimo incrocio, lo scorso 9 novembre al Dall’Ara, ha visto gli emiliani imporsi 2-0: un successo che potrebbe aprire la strada a una doppietta contro i partenopei che manca dal 2019.
Napoli e Bologna tornano ad affrontarsi in una gara a eliminazione diretta per la prima volta dal dicembre 2012, quando i rossoblù eliminarono i campani negli ottavi di Coppa Italia.
Napoli, fame di trofei
Quella di Riyad sarà la sesta finale di Supercoppa nella storia del Napoli. Finora il bilancio dice due vittorie e tre sconfitte, ma pesa un dato simbolico: il club azzurro non vince una finale dal 2020, quando alzò la Coppa Italia battendo la Juventus ai rigori, e non solleva un trofeo nei tempi regolamentari dal 2014.
Il percorso recente, però, offre segnali incoraggianti: sei clean sheet nelle ultime dodici partite e una solidità ritrovata proprio nella semifinale contro il Milan.
Bologna, specialista delle gare secche
Il Bologna, invece, ha un rapporto quasi perfetto con le finali secche: due finali giocate, due trofei vinti, entrambe in Coppa Italia (1974 e 2025). Un dettaglio che alimenta l’entusiasmo e la convinzione di un gruppo che sembra non temere i palcoscenici più grandi.
Conte e i protagonisti
Per Antonio Conte sarà l’ottava finale da allenatore: il suo bilancio parla di tre successi e quattro secondi posti, con una storia fatta di grandi vittorie ma anche di amarezze pesanti. Un altro tassello per misurare il suo impatto sul nuovo Napoli.
Occhi puntati anche sui singoli. Rasmus Højlund è l’uomo chiave degli azzurri: nove partecipazioni al gol stagionali (sette reti e due assist) e una continuità che lo avvicina alla doppia cifra per il quarto anno consecutivo nei top campionati europei. Dall’altra parte Riccardo Orsolini, specialista delle palle inattive, va a caccia del primo gol contro il Napoli dopo 13 sfide senza timbrare il cartellino.
Una finale che racconta due mondi
Napoli-Bologna non è solo una finale: è il confronto tra una grande che vuole tornare a vincere e una outsider che ha imparato a non porsi limiti. In mezzo, un trofeo che pesa, una notte che può cambiare la storia e novanta minuti – forse di più – pronti a decidere chi avrà avuto davvero più fame.












