Napoli, la porta del futuro: Kovar o Vicario per il dopo Meret-Milinkovic

Allegri vuole un numero uno da grande squadra: il mercato azzurro passa anche dai guanti

C’è un dettaglio che spesso separa una buona squadra da una squadra vincente. Non è il centravanti da venti gol, né il regista capace di illuminare il gioco. È il portiere. Quello che para l’impossibile quando la partita si complica, che trasforma un pareggio in una vittoria e una sconfitta in un punto pesante. È da qui che il Napoli sta ragionando per costruire la nuova squadra affidata a Massimiliano Allegri.

Il mercato azzurro non guarda soltanto alla difesa e all’attacco. Una delle riflessioni più profonde riguarda proprio la porta, reparto destinato a cambiare volto nelle prossime settimane. Alex Meret e Vanja Milinkovic-Savic rappresentano due profili affidabili, ma a Castel Volturno si valuta la possibilità di compiere un ulteriore salto di qualità.

L’idea è chiara: costruire una rosa che possa competere su più fronti senza punti deboli.


La richiesta di Allegri

Chi conosce Allegri sa quanto consideri decisivo il ruolo del portiere. Nelle sue squadre il numero uno non è soltanto l’ultimo difensore ma il primo costruttore di sicurezza.

Per questo il tecnico livornese sta confrontandosi costantemente con il direttore sportivo Giovanni Manna per individuare il profilo giusto. Un estremo difensore capace di garantire affidabilità, personalità e soprattutto quel valore aggiunto che nelle stagioni più lunghe può valere punti pesantissimi.

Con tre competizioni all’orizzonte e una stagione che si annuncia particolarmente intensa, il Napoli vuole evitare di trovarsi scoperto in un ruolo tanto delicato.


Kovar, il campione d’Olanda che piace agli azzurri

Uno dei nomi più seguiti è quello di Matej Kovar.

Il portiere ceco, protagonista nell’ultima stagione con il PSV Eindhoven, ha attirato l’attenzione degli osservatori azzurri grazie alle sue qualità tra i pali e alla capacità di giocare con i piedi, caratteristica sempre più richiesta nel calcio moderno.

A ventisei anni si trova nel pieno della maturazione professionale e rappresenta un investimento che potrebbe garantire rendimento immediato e prospettive future. Il suo percorso internazionale e la crescita mostrata negli ultimi anni ne fanno uno dei candidati più credibili per raccogliere l’eventuale eredità di uno degli attuali portieri azzurri.


Vicario, il ritorno possibile

L’altra pista porta invece a Guglielmo Vicario.

Il portiere friulano è da tempo considerato uno dei migliori interpreti del ruolo prodotti dalla scuola italiana. Dopo l’esplosione tra Empoli e Premier League, il suo nome continua a essere associato ai grandi club italiani.

Vicario conosce bene l’ambiente campano, ha legami importanti con molti protagonisti del calcio italiano e rappresenterebbe una soluzione di assoluto affidamento per esperienza e personalità.

La sua valutazione è elevata, ma il Napoli considera il profilo perfettamente in linea con il progetto tecnico che Allegri sta contribuendo a costruire.


Chi parte tra Meret e Milinkovic?

L’arrivo di un nuovo portiere comporterebbe inevitabilmente una cessione.

La sensazione è che difficilmente il Napoli possa affrontare la stagione con tre estremi difensori di alto livello. Milinkovic-Savic continua ad avere estimatori all’estero, in particolare in Arabia Saudita, mentre anche il futuro di Meret resta tutto da definire.

Molto dipenderà dalle opportunità che si presenteranno sul mercato e dalle valutazioni economiche del club.

L’unica certezza è che il Napoli non vuole farsi trovare impreparato.


La rivoluzione silenziosa

Mentre l’attenzione dei tifosi è catturata dai grandi nomi per difesa e attacco, a Castel Volturno si lavora anche sulla porta. Una rivoluzione meno appariscente ma forse altrettanto importante.

Perché Allegri lo sa bene: i campionati si vincono con i gol, ma spesso si decidono con le parate.

E il Napoli del futuro vuole partire proprio da lì.