di Silver Mele
La squadra di Antonio Conte paga un avvio distratto e una manovra prevedibile: 1-1 al Tardini contro il Parma, mentre l’Inter allunga. Più di un passo falso, un segnale sul limite attuale degli azzurri.
Il Napoli non perde, ma si ferma nel momento in cui non poteva permetterselo. A Parma finisce 1-1, un risultato che pesa più di quanto dica la classifica, perché ridimensiona in modo concreto le ambizioni di rimonta.
La partita si decide quasi subito. Dopo appena 35 secondi Gabriel Strefezza colpisce una difesa ancora ferma, approfittando di una lettura imperfetta della linea arretrata. È l’episodio che indirizza tutto: il Parma si chiude, il Napoli resta a inseguire.
L’errore iniziale che cambia la partita
Contro squadre organizzate e pronte ad abbassarsi, il primo gol è tutto. Subirlo significa entrare esattamente nel copione dell’avversario.
Il Parma di Cuesta costruisce due linee compatte davanti all’area, concede il palleggio ma non lo spazio. Per lunghi tratti, il Napoli muove il pallone senza trovare profondità né ritmo.
È una difficoltà già vista: gestione del possesso, ma poca incisività negli ultimi trenta metri.
I limiti di una scelta tattica
Conte ripropone i cosiddetti “Fab 4”, ma l’equilibrio non convince fino in fondo.
Scott McTominay largo a sinistra perde impatto, mentre la coppia Stanislav Lobotka–Frank Anguissa fatica a dare verticalità continua. Il risultato è una manovra orizzontale, leggibile.
Il pareggio arriva proprio quando il Napoli cambia ritmo: inserimento da dietro di McTominay, lettura giusta dello spazio, conclusione pulita. È un gol che conferma un’idea: il centrocampista scozzese rende di più quando attacca la profondità, non quando parte statico.
Una squadra che dipende dalla scintilla
Nel secondo tempo l’ingresso di Alisson Santos prova a dare imprevedibilità. Qualche accelerazione, qualche strappo. Ma non basta.
Quando la pericolosità si concentra su un solo giocatore, diventa più facile da controllare. Il Parma regge, si compatta, porta a casa un punto coerente con la partita preparata.
Il segnale sulla corsa scudetto
Il dato non è solo il pareggio. È il contesto.
L’Inter vince e allunga. Il Napoli non accorcia quando avrebbe dovuto farlo. In una corsa punto a punto, queste giornate definiscono la stagione.
Resta la solidità costruita negli ultimi mesi, resta un secondo posto che fino a poco tempo fa sarebbe stato accolto diversamente. Ma resta anche la sensazione che, contro difese chiuse, questa squadra debba ancora trovare una soluzione più varia, meno prevedibile.
Una riflessione necessaria
Parma non chiude tutto, per quanto ci si sia vicini, ma chiarisce molto.
Per competere fino in fondo non basta controllare le partite: serve anche saperle forzare quando si bloccano. Il Napoli oggi gestisce bene, ma incide meno di quanto servirebbe.
E forse è proprio questo il passaggio che separa una squadra competitiva da una squadra pronta a vincere.












