Napoli, sesso e mazzette per documenti: 119 indagati, smantellato il sistema negli uffici comunali

Inchiesta della Procura su un giro di pratiche anagrafiche vendute tra denaro e prestazioni sessuali. Coinvolti ex dipendenti, intermediari e beneficiari. Al centro un 53enne srilankese

Un sistema strutturato, fatto di favori illegali, denaro e in alcuni casi prestazioni sessuali in cambio di documenti pubblici. È quanto emerge dall’inchiesta della Procura di Napoli che ha portato a 119 indagati tra ex dipendenti comunali, intermediari e cittadini che avrebbero beneficiato delle pratiche irregolari.

Al centro dell’indagine ci sono presunti illeciti avvenuti negli uffici della Seconda e della Terza Municipalità, tra piazza Dante e via Lieti a Capodimonte. Secondo gli inquirenti, il sistema permetteva di ottenere certificati anagrafici, residenze e documenti d’identità bypassando le procedure ufficiali.

A coordinare il meccanismo sarebbe stato un 53enne di origine srilankese, ritenuto il principale organizzatore: avrebbe procacciato connazionali bisognosi di documenti, mettendoli in contatto con funzionari compiacenti.

Tra questi, due impiegati – rispettivamente di 66 e 68 anni – avrebbero avuto un ruolo chiave nella gestione delle pratiche. In particolare, il 66enne, in servizio negli uffici di piazza Dante, è accusato di aver ottenuto prestazioni sessuali in cambio dell’avvio o dell’accelerazione delle procedure amministrative, almeno in quattro episodi documentati.

Le indagini hanno ricostruito un sistema che, secondo l’accusa, andava avanti da tempo, alimentato da una rete di intermediari e dalla vulnerabilità di chi aveva bisogno urgente di documenti per vivere e lavorare in Italia.

Per tutti gli indagati è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Ora la parola passerà alla fase successiva del procedimento, mentre resta aperto il fronte delle responsabilità interne agli uffici pubblici coinvolti.