di Oscar De Simone
Alessandro Giannelli, noto come Sfarz, 48 anni e sulla fedina penale una condanna all’ergastolo per omicidio e 41bis, è stato un vero protagonista in negativo di una stagione di terrore, fuoco e paura nell’area occidentale di Napoli. Stagione di sangue nata dall’intenzione di riempire il vuoto di potere generato dagli arresti che avevano decimato i clan della zona. Questo quanto raccontato da lui stesso ai magistrati dell’antimafia con cui collabora da tre mesi a questa parte e a cui ha raccontato di numerosi episodi criminali tra Fuorigrotta e Bagnoli in un periodo che parte dal 2016. Decisione, quella della collaborazione, che non è certamente andata a genio a chi, quella realtà, la vive ancora con convinzione. Qualcuno intanto, nella notte tra sabato e domenica si è “divertito” a fare il tiro al bersaglio con la finestra della casa di suo nipote in via Della Grotta Vecchia nell’area di Cavalleggeri. Sarebbero almeno 5 i fori di proiettile, rinvenuti dagli uomini della polizia di stato, intorno alla finestra della casa del nipote di Giannelli. Cosa ancora più sconcertante e che fa certamente riflettere, è che 5 su 8 colpi esplosi andarono a segno per l’omicidio di Rodolfo Zinco “ò gemello”, in via Cattolica sempre a Cavalleggeri. Era lui il principale rivale di Alessandro Giannelli attirato in una trappola, secondo gli inquirenti, ideata proprio da ò Sfarz











