Napoli-Verona finisce 2-2, un pareggio che pesa alla vigilia dell’Inter

Non è il Verona fatale di altre stagioni, ma è un Verona che fa male. Perché frena il Napoli al Maradona e lo costringe a presentarsi a San Siro, domenica sera, con ferite ancora aperte.

Nel momento che può indirizzare il futuro immediato della corsa scudetto, il Verona gela lo stadio. Nei primi dieci minuti impone ritmo e organizzazione, con un 5-3-2 compatto, pressing basso e grande lucidità. Il Napoli, sotto tono e poco brillante, fatica a trovare linee di passaggio e non riesce a imporre il proprio gioco.

Al 26’, dopo un lungo controllo al Var, arriva il rigore per il Verona: mani di Buongiorno, Orban trasforma. Gli azzurri faticano a reagire e chiudono il primo tempo con una sola vera occasione, un tiro di McTominay murato dalla difesa e un passivo di due reti.

Il Verona continua a giocare una partita quasi perfetta anche nella ripresa, chiudendo spazi e vincendo seconde palle. Ma al 55’ la gara cambia: sugli sviluppi di un corner, McTominay svetta di testa e riapre tutto. Il Napoli cresce, spinge, ma deve fare i conti con un Var protagonista: prima annulla il gol di Hojlund per un tocco di mano, poi ferma ancora McTominay per fuorigioco.

Gli azzurri non si arrendono e all’82’ trovano il 2-2 con il capitano Di Lorenzo, che attacca l’area come un centravanti sul cross di Marianucci. Il Maradona spinge, la partita diventa caotica e nervosa, con sette minuti di recupero che sembrano un tempo supplementare.

Nel finale il Verona sfiora persino il colpaccio con Giovane, mentre il Napoli prova a completare la rimonta senza riuscirci.

Finisce 2-2. Un pareggio di cuore, ma anche di allarme. Perché domenica, a San Siro, servirà un altro Napoli. E quella partita diventa uno spartiacque della stagione.