Olimpiadi Milano-Cortina 2026, Piantedosi: ‘ICE non farà operazioni in Italia, niente scene come negli Usa

Dalla Camera dei Deputati il ministro dell’Interno rassicura: agli agenti americani presenti per i Giochi sarà consentito solo uno scambio di informazioni e attività analitiche, senza alcuna funzione di polizia attiva. Polemiche e proteste restano, ma la sovranità italiana resta intatta.


Un chiarimento per spegnere la polemica

Negli ultimi giorni, la possibile presenza di agenti dell’agenzia statunitense Immigration and Customs Enforcement (ICE) durante le Olimpiadi Invernali di Milano‑Cortina 2026 aveva scatenato un acceso dibattito politico e pubblico in Italia. I timori principali riguardavano la possibilità che gli agenti potessero svolgere attività operative di polizia sul territorio nazionale, generando dubbi sulla sovranità e sulle modalità di gestione della sicurezza durante l’evento internazionale.

In un’informativa urgente alla Camera dei Deputati, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha chiarito con fermezza che questi timori sono “completamente infondati”.


Niente attività di polizia sul suolo italiano

Piantedosi ha sottolineato che l’ICE non potrà e non dovrà svolgere alcuna attività operativa di polizia in Italia: la responsabilità esclusiva per la sicurezza e l’ordine pubblico resta infatti nelle mani delle forze dell’ordine italiane.

Secondo il ministro, gli operatori collegati all’agenzia statunitense — in particolare quelli dell’unità Homeland Security Investigations (HSI) — saranno presenti solo per attività di analisi e di scambio informativo con le autorità italiane nel contesto delle Olimpiadi.

Questa presenza ha basi giuridiche consolidate: risale a un accordo internazionale vincolante firmato dall’Italia nel 2014, che prevede forme di collaborazione con gli Stati Uniti su temi di sicurezza transnazionale, nel rispetto della Costituzione e delle prerogative del Parlamento italiano.


Nulla di simile a quanto visto negli Stati Uniti

Piantedosi ha voluto dissipare ogni allarme ribadendo più volte durante l’informativa alla Camera: “Non vedremo sul territorio nazionale nulla che sia riconducibile a quanto si è visto sui media negli Stati Uniti.”

Il riferimento è alle recenti polemiche e alle immagini diffuse dai media americani in relazione ad alcune operazioni di ICE negli Stati Uniti, che hanno suscitato forti critiche e proteste nel nostro Paese. In Italia, precisa il ministro, il ruolo degli agenti americani sarà analitico e di supporto, non operativo.


Collaborazione internazionale, non compressione della sovranità

Il ministro dell’Interno ha evidenziato che il coinvolgimento di agenti stranieri nel contesto dei Giochi Olimpici non rappresenta in alcun modo una compressione della sovranità nazionale italiana.

Piantedosi ha ricordato come la collaborazione tra forze italiane e partner esteri sia una prassi consolidata nei grandi eventi internazionali e non comporta un cedimento di competenze nazionali. Le attività di sicurezza, controllo del territorio e ordine pubblico rimarranno esclusivamente sotto la direzione e la gestione delle forze di polizia italiane, che dispiegheranno circa 6.000 unità per garantire lo svolgimento delle Olimpiadi.


Reazioni politiche e sociali

La notizia della presenza di agenti collegati a ICE aveva già mosso reazioni negli ambienti politici e sociali italiani, con proteste e prese di posizione critiche da parte di alcune forze dell’opposizione, sindacati e associazioni. Alcuni deputati hanno indossato in Aula la spilla “ICE out” per manifestare la loro contrarietà alla presenza di agenti americani nel nostro Paese.

Nonostante le rassicurazioni governative, la discussione resta aperta, soprattutto nel contesto delle sensibilità legate alla protezione dei diritti civili e all’immagine internazionale dell’Italia come Paese ospitante di un grande evento sportivo mondiale.


Conclusione: sicurezza sotto controllo italiano

In vista dell’inizio dei Giochi di Milano‑Cortina 2026, la questione ICE si inserisce in un quadro più ampio di preparativi per la sicurezza, che vedono un forte impegno delle istituzioni italiane nel garantire l’ordine pubblico e la tranquillità dell’evento senza rinunciare alla propria autonomia.

La presenza di agenti statunitensi sarà limitata al supporto analitico e informativo, mentre tutte le operazioni di polizia e controllo rimarranno sotto la diretta responsabilità delle forze italiane.

In questo modo, il governo cerca di coniugare la collaborazione internazionale con il rispetto della sovranità nazionale, rispondendo alle critiche senza compromettere gli obiettivi di sicurezza per una delle Olimpiadi più attese di sempre.