Ornella Pinto, la Cassazione conferma l’ergastolo per l’assassino: nessuna clemenza

La Corte di Cassazione ha confermato l’ergastolo per Pinotto Iacomino, chiudendo definitivamente il caso del femminicidio di Ornella Pinto, l’insegnante di sostegno di 40 anni uccisa il 13 marzo 2021 a Napoli. La sentenza, arrivata nella tarda serata di ieri, stabilisce che non ci saranno sconti né benefici per l’uomo che, incapace di accettare la fine della loro relazione, ha deciso di vendicarsi in modo brutale.

Secondo la ricostruzione giudiziaria Iacomino si è recato nell’appartamento di piazza Carlo III dove Ornella conviveva con il loro bambino di tre anni, introducendosi con le chiavi di casa. Lì l’ha colpita con un coltellaccio, infliggendole dodici fendenti tra torace e schiena che hanno perforato un polmone, mentre Ornella cercava disperatamente di chiedere aiuto in una telefonata alla sorella: «Mi sta ammazzando, chiama la polizia, salvami». Il piccolo ha assistito terrorizzato alla scena. Dopo l’aggressione, Iacomino è fuggito in auto verso Terni, con vestiti e volante macchiati di sangue, prima di costituirsi alle autorità locali.

Decisivo nel processo è stato il contributo della parte civile: il penalista Carmine Capasso ha affiancato la famiglia di Ornella, mentre Fondazione Polis, rappresentata dal penalista Gianmario Siani, ha seguito le istanze civili. Le indagini hanno ricostruito che, nonostante le dichiarazioni di separazione, la coppia conviveva ancora fino a pochi giorni prima del delitto, e solo quindici giorni prima Ornella aveva deciso di interrompere definitivamente il rapporto. Iacomino, senza lavoro a causa della chiusura dell’albergo di famiglia per la pandemia, si era trasferito a Terni per allontanarsi da Napoli, ma il rancore e il desiderio di vendetta sono cresciuti fino a trasformarsi in un omicidio premeditato.

Con la conferma dell’ergastolo, la Cassazione chiude un capitolo drammatico di violenza domestica.