Pacchetto sicurezza, stretta sui coltelli e responsabilità delle famiglie: cosa prevede il decreto in arrivo

Il governo mette la parola “stop” al porto di coltelli e lame, aumenta sanzioni per i genitori di minori e introduce strumenti come zone rosse e maggiore vigilanza. Misure urgenti pronte per il Consiglio dei ministri.

Il Governo italiano sta preparando un nuovo pacchetto sicurezza che contiene una serie di misure volte a contrastare la violenza, in particolare tra i giovani, dopo la recente tragedia di cronaca che ha riacceso il dibattito sull’uso di armi da taglio e armi improprie.

Al centro del pacchetto c’è una stretta sui coltelli e sulle armi da taglio: il porto di coltelli e lame sarà vietato in modo assoluto con pene da uno a tre anni di reclusione per chi viene trovato armato senza giustificato motivo. Il riferimento è soprattutto a strumenti con lama acuminata, tagliente, di facile occultamento e di frequente uso, come quelli a scatto o a farfalla. Inoltre, aggravanti sono previste se l’arma viene usata con volto coperto o vicino a luoghi sensibili come scuole, parchi, stazioni e metropolitane.

La bozza del decreto prevede anche divieti di vendita di coltelli ai minorenni, con multe fino a 3.000 euro per i negozianti e la chiusura temporanea delle attività che non rispettano le norme. In aggiunta, la legge mira a responsabilizzare le famiglie: se i fatti vengono commessi da un minore di 18 anni, i genitori o chi ha la sorveglianza del ragazzo possono ricevere sanzioni amministrative da 200 a 1.000 euro se non dimostrano di aver potuto impedire l’accaduto.

Non solo norme sui coltelli. Il pacchetto prevede inoltre:

  • Possibilità per i prefetti di istituire “zone rosse” urbane, aree con vigilanza rafforzata dove verranno vietate permanenze a chi ha comportamenti violenti o molesti.

  • FondI per la sicurezza delle stazioni ferroviarie, con accordi tra Ministero dell’Interno e FS per intensificare il controllo.

  • Sanzioni più severe per chi non si ferma all’alt delle forze di polizia, con pene da sei mesi a cinque anni per chi fugge ed espone altri a pericolo.

  • Maggiore facilità di espulsione e aggravanti per reati contro giornalisti e profili simili.

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha spiegato che il pacchetto – frutto del lavoro tecnico del Viminale – è in stato avanzato di elaborazione e potrebbe arrivare in Consiglio dei ministri entro la fine del mese. La definizione delle norme anti-coltello e l’introduzione di sanzioni più rigorose puntano a rispondere anche agli ultimi episodi di violenza giovanile, con l’obiettivo di favorire non solo la sicurezza, ma anche una riflessione culturale sulla diffusione di armi tra i ragazzi.

Le misure, oltre alla repressione, coinvolgono anche la responsabilità delle famiglie e la prevenzione a livello comunitario e scolastico, in un quadro che unisce sicurezza urbana, tutela dei più giovani e strumenti di controllo più incisivi.