Pizze, orecchiette e futuro: quando l’inclusione passa dalle mani

Ad Ostuni una giornata che va oltre l’evento: ragazzi con disabilità e spettro autistico diventano protagonisti, mentre le istituzioni scelgono di mettersi accanto, non sopra.

Mani che donano, storie che restano

Ci sono immagini che valgono più di mille convegni. Mani che impastano, sorrisi concentrati, gesti ripetuti con cura. Ad Ostuni, nella cornice elegante della Masseria Traetta Exclusive, l’inclusione ha preso forma concreta durante l’evento “Mani che Donano – Un ponte di solidarietà”, trasformando una giornata conviviale in un messaggio potente.

Protagonisti assoluti, i ragazzi con disabilità e spettro autistico, impegnati nella preparazione di pizze e orecchiette insieme a formatori, volontari e famiglie. Un’esperienza semplice solo in apparenza, capace invece di raccontare autonomia, dignità e futuro.


Quando la politica scende in cucina

A rendere ancora più significativo l’evento è stata la partecipazione attiva del Presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, e del Vicepresidente della Regione Campania, On. Mario Casillo. Niente passerelle, niente discorsi distanti: grembiuli indossati e mani nella farina.

Un gesto simbolico ma chiaro, che ha ribadito il sostegno concreto delle istituzioni ai percorsi inclusivi e alle famiglie che ogni giorno affrontano sfide silenziose ma decisive. Presenti anche la Consigliera Comunale Bruna Fiola e l’On. Raffaele Topo, Parlamentare Europeo, a testimonianza di un’attenzione trasversale e condivisa.


Il modello Eli Academy Iannucci

L’iniziativa è stata promossa dalla Eli Academy Iannucci, guidata dal fondatore e presidente Vincenzo Iannucci, in collaborazione con Luca Romano e Giuseppe Primicerio, referenti territoriali dell’associazione “I Bambini delle Fate”, insieme ai promotori dell’associazione “Le Orecchiette che Vorrei”.

Una rete che funziona perché nasce dal basso e guarda lontano, costruendo opportunità reali per ragazzi con disabilità neuropsichiche e disturbi dello spettro autistico.

«L’inclusione si costruisce con i fatti – ha sottolineato Iannucci –. Oggi Campania e Puglia hanno scelto di essere al fianco di questi ragazzi e delle famiglie, dando vita a un modello di collaborazione che può fare scuola».


Dal gesto al progetto

“Mani che Donano” non è stato un episodio isolato, ma la dimostrazione di quanto la collaborazione tra istituzioni, terzo settore, famiglie e territorio possa generare percorsi concreti e continuativi.

In un Paese dove spesso l’inclusione resta una parola, a Ostuni è diventata esperienza. E forse è proprio da qui, da una pizza condivisa e da un piatto di orecchiette, che passa il futuro di una società più giusta.