Pogacar, manca solo la Vuelta: lo sloveno va all’assalto dell’ultima corona

Dopo il quinto Tour de France e il Giro già conquistato, Tadej Pogacar correrà la Vuelta di Spagna. A 27 anni può completare la tripla corona e raggiungere un’élite ristrettissima del ciclismo. Ma questa volta non corre soltanto per vincere: corre per chiudere il cerchio

Tadej Pogacar ha deciso di non lasciare nulla a metà.

Dopo aver conquistato ancora una volta il Tour de France, lo sloveno ha scelto di tornare alla Vuelta di Spagna. Non una semplice aggiunta al calendario, non un ultimo appuntamento di una stagione già straordinaria: la corsa spagnola rappresenta l’unico grande giro che ancora manca alla sua collezione.

E quando un corridore come Pogacar vede una casella vuota, difficilmente riesce a ignorarla.

L’ultimo pezzo di un puzzle gigantesco

Il conto è impressionante: cinque Tour de France, un Giro d’Italia e ora la Vuelta nel mirino.

La corsa spagnola partirà il 22 agosto da Montecarlo e vedrà Pogacar presentarsi da campione del mondo e reduce dall’ennesimo trionfo francese.

Con una differenza sostanziale rispetto al passato: questa volta non deve dimostrare di poter vincere un grande giro.

Deve dimostrare di poterli vincere tutti.

È una sfida storica, quella della tripla corona, riuscita finora soltanto a otto corridori: Jacques Anquetil, Felice Gimondi, Eddy Merckx, Bernard Hinault, Alberto Contador, Vincenzo Nibali, Chris Froome e Jonas Vingegaard.

Pogacar può diventare il nono.

La Vuelta che conosce già

C’è anche un dettaglio interessante.

Pogacar non sarà un esordiente sulle strade spagnole. La sua unica partecipazione alla Vuelta risale al 2019, quando aveva appena vent’anni.

Era ancora un talento in formazione.

Eppure arrivò terzo.

Da allora è cambiato praticamente tutto: il ragazzo che saliva sul podio della Vuelta è diventato il dominatore di una generazione, capace di vincere Tour, Giro, Mondiale e Monumento, costruendo una dimensione agonistica che ormai lo colloca stabilmente nel territorio dei grandissimi.

Tornare lì dove aveva cominciato a farsi conoscere significa anche misurare la distanza percorsa in appena sette anni.

Almeida al suo fianco, Vingegaard resta a casa

La UAE Emirates XRG ha costruito una squadra importante intorno al suo capitano.

Con Pogacar ci saranno Joao Almeida, Kevin Vermaerke, Ivo Oliveira, Domen Novak, Pavel Sivakov, Pablo Torres e Jay Vine.

Un gruppo pensato per sostenere l’assalto alla Vuelta e accompagnare lo sloveno in una corsa che potrebbe diventare una delle pagine più importanti della sua carriera.

E c’è un’assenza pesante.

Jonas Vingegaard non ci sarà. Il danese, che ha già completato la tripla corona, è fermato dalla frattura della clavicola rimediata proprio al Tour.

Manca dunque uno dei rivali naturali di Pogacar.

Ma questo non riduce il significato della sfida. Semmai lo sposta.

Perché la Vuelta non sarà soltanto una corsa contro gli avversari.

Sarà una corsa contro la storia.

Pogacar può entrare in un club quasi irripetibile

A 27 anni Pogacar ha già accumulato un palmarès che per molti campioni sarebbe una carriera intera.

Eppure c’è ancora una cosa che manca.

La Vuelta.

Se riuscisse a conquistarla, diventerebbe il nono uomo nella storia ad aver vinto Giro, Tour e Vuelta.

Non sarebbe semplicemente un altro successo.

Sarebbe il completamento di una collezione che pochissimi hanno avuto il privilegio di costruire.

Ed è forse proprio questo l’aspetto più affascinante della sua scelta.

Pogacar non ha bisogno della Vuelta per essere Pogacar.

Ma Pogacar vuole comunque la Vuelta.

Perché i grandi campioni inseguono le vittorie. I fuoriclasse, a un certo punto, iniziano a inseguire anche la storia.

E lo sloveno, dopo aver conquistato ancora una volta la Francia, ha già messo gli occhi sulla Spagna.

Gli manca una sola corona. Adesso vuole anche quella.