Poggioreale, droga e droni sul carcere: la Penitenziaria sventa nuovi traffici

Sequestrati stupefacenti e individuato un drone sul tetto dell’istituto. Il SAPPE: “Gli agenti presidio insostituibile di legalità, ma il sovraffollamento resta un’emergenza”

Nuovo intervento della Polizia Penitenziaria nel carcere di Poggioreale, dove gli agenti hanno sventato un tentativo di introduzione di droga all’interno della struttura, confermando ancora una volta il livello di allerta altissimo attorno all’istituto napoletano.

Durante le ordinarie operazioni di bonifica nelle aree vicine alla chiesa del penitenziario, il personale ha rinvenuto un ingente quantitativo di sostanza stupefacente nascosta nei pressi del luogo di culto. Nel corso dei controlli successivi, poco distante, è stato scoperto anche un altro panetto di droga ancora legato a un filo di nylon, elemento che fa ipotizzare un tentativo di trasporto tramite drone.

Il velivolo è stato poi individuato sul tetto dell’area lavorazioni del carcere. Un episodio che riaccende i riflettori sui nuovi sistemi utilizzati per aggirare i controlli e introdurre illegalmente droga e telefoni cellulari negli istituti penitenziari.

A sottolineare l’importanza dell’operazione è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, che parla di “straordinaria professionalità, senso dello Stato e capacità operativa” dimostrati dagli agenti in servizio a Poggioreale.

“Gli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria rappresentano un presidio fondamentale di legalità e sicurezza”, viene ribadito dal SAPPE, che evidenzia però anche le enormi difficoltà quotidiane legate al sovraffollamento della struttura.

Nonostante il recente alleggerimento della popolazione detenuta, nel carcere di Poggioreale sono ancora presenti circa 2.300 detenuti, numeri che rendono estremamente complessa la gestione della sicurezza interna e aumentano la pressione sul personale.

L’allarme riguarda soprattutto il continuo tentativo di introdurre materiale illecito attraverso nuove tecnologie come i droni, fenomeno che negli ultimi mesi si sta ripetendo con sempre maggiore frequenza nei penitenziari campani.

Da qui la richiesta di più personale, strumenti tecnologici avanzati e interventi urgenti per garantire condizioni di sicurezza adeguate sia agli agenti sia all’interno dell’intero sistema carcerario.