Pollena Trocchia, il volto oscuro di Mario Landolfi: droga, violenze e miseria dietro il duplice omicidio

L’uomo fermato per la morte di Sara e Lyuba viveva di sussidi, faceva uso di cocaina e aveva precedenti episodi di violenza domestica. Il cantiere abbandonato diventa simbolo di degrado e marginalità

Dietro il duplice omicidio di Pollena Trocchia emerge una storia fatta di degrado, dipendenze e violenza. Mario Landolfi, il 49enne fermato per la morte di due donne trovate senza vita in un cantiere abbandonato, conduceva una vita ai margini insieme alla moglie e alle due figlie, sostenuta economicamente dai sussidi e segnata, secondo le testimonianze raccolte, dall’uso di cocaina e da episodi di aggressività domestica.

Le vittime sono Sara, 29 anni, senza fissa dimora, e Lyuba, 49enne di origini ucraine. Due donne fragili, accomunate da esistenze difficili e finite tragicamente in quel cantiere diventato teatro degli omicidi.

Le confessioni e la versione dell’uomo

Davanti agli investigatori, Landolfi ha ammesso le proprie responsabilità sostenendo di aver reagito dopo una colluttazione nata per questioni di denaro. Una versione che gli inquirenti stanno verificando nei dettagli.

Per il primo delitto avrebbe litigato con Sara dopo una richiesta di soldi aggiuntivi rispetto alla cifra concordata per la prestazione sessuale. La discussione sarebbe degenerata fino alla spinta nel vuoto della tromba dell’ascensore.

Anche per la morte di Lyuba il movente sarebbe economico. La donna avrebbe insistito per andare in albergo, mentre l’uomo l’avrebbe condotta nel cantiere abbandonato. Da lì sarebbe nata un’altra violenta lite culminata nella caduta fatale.

“Mi ha picchiata anche in passato”

A delineare ulteriormente il profilo dell’uomo è stata la moglie, che avrebbe raccontato agli investigatori episodi di violenza subiti nel corso degli anni. La donna ha riferito che il marito faceva uso abituale di cocaina e frequentava prostitute, nonostante le difficoltà economiche della famiglia.

Un quadro di forte disagio sociale e personale che ora si intreccia con una vicenda drammatica destinata a lasciare un segno profondo nella comunità.

Il cantiere degli orrori

Il luogo del duplice omicidio è diventato il simbolo di una periferia abbandonata. Un edificio incompiuto, vuoto, trasformato in rifugio occasionale e scenario di morte.

Fondamentale per le indagini il racconto di due giovani coppie che hanno visto Landolfi entrare nel cantiere con una donna e uscire da solo poco dopo. Quelle testimonianze hanno permesso ai carabinieri di risalire rapidamente all’uomo, rintracciato nella notte nella sua abitazione di Sant’Anastasia.