Emergono nuovi dettagli sull’accoltellamento del 12enne avvenuto martedì sera a Ponticelli.
Dopo l’identificazione del 13enne indicato come presunto autore del ferimento, dalle indagini dei carabinieri affiora ora il retroscena che avrebbe preceduto l’aggressione: una lite nata su WhatsApp, alimentata da provocazioni, insulti e messaggi minacciosi.
Quello che inizialmente era apparso come un litigio improvviso tra due giovanissimi sarebbe stato invece l’epilogo di uno scontro iniziato diverse ore prima in una chat di gruppo. I due, ex compagni di scuola, si sarebbero poi dati appuntamento in via del Flauto Magico, nel rione Conocal, per un chiarimento faccia a faccia finito nel sangue.
Dalla chat all’incontro in strada
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della stazione di Ponticelli, il botta e risposta tra i due ragazzini sarebbe andato avanti per ore tra offese e provocazioni.
Poi la decisione di incontrarsi. L’appuntamento sarebbe stato fissato nel cuore del rione Conocal, tra le 21.40 e le 23. Quello che doveva essere un confronto diretto sarebbe però degenerato rapidamente.
Dalle parole si sarebbe passati alla colluttazione, fino a quando il 13enne avrebbe estratto una lama, descritta dalla vittima come un coltello a farfalla, colpendo il 12enne più volte al torace.
La prima versione: “Sono caduto sui vetri”
Quando è arrivato all’ospedale Villa Betania, poco dopo le 23, il dodicenne avrebbe inizialmente cercato di nascondere quanto accaduto.
Ai medici e ai militari avrebbe raccontato di essere caduto su alcuni vetri trovati per strada. Una versione che non ha convinto gli investigatori e che è stata progressivamente smentita dagli accertamenti.
Il ragazzino ha poi ricostruito la vicenda, spiegando come il confronto nato in chat fosse sfociato nell’aggressione.
Il ricovero e le dimissioni
Il 12enne è stato assistito in un primo momento all’ospedale evangelico Villa Betania e successivamente trasferito al Santobono.
I medici gli hanno riscontrato tre ferite lacero-contuse nella zona del torace. Dopo essere rimasto sotto osservazione, è stato dimesso con una prognosi di dieci giorni.
Il 13enne identificato in poche ore
Le indagini si sono sviluppate su due fronti. Da una parte, i carabinieri hanno raccolto la testimonianza della vittima e ricostruito le ore precedenti al ferimento. Dall’altra, hanno effettuato sopralluoghi in via del Flauto Magico e ascoltato alcune persone presenti nella zona.
L’incrocio tra i racconti e gli elementi raccolti ha consentito di identificare in poche ore il presunto aggressore, un 13enne del quartiere ed ex compagno di scuola del ferito. Il coltello utilizzato nell’aggressione non sarebbe stato ancora ritrovato.
Il ruolo della madre del 12enne
Determinante sarebbe stato anche il contributo della madre della vittima, arrivata in ospedale dopo essere stata avvertita da alcune persone del quartiere.
La donna avrebbe sostenuto il figlio nel momento in cui ha deciso di raccontare la verità e collaborare con i carabinieri, aiutandolo a ricostruire quanto accaduto.
La vicenda alla magistratura minorile
Il 13enne, per l’età, non è imputabile. La sua posizione è stata comunque segnalata all’autorità giudiziaria e gli atti sono stati trasmessi alla magistratura minorile.











