La fotografia scattata dall’Unicef è di quelle che fanno rumore: in Italia quasi un bambino su quattro vive sotto la soglia di povertà. Ma è soprattutto nel Mezzogiorno che l’emergenza assume contorni ancora più drammatici, trasformando intere aree del Sud in territori dove crescere significa partire già in svantaggio.
Il nuovo report “Opportunità disuguali”
Secondo il report, il 23% dei minori italiani vive in famiglie con redditi inferiori al 60% della media nazionale. Un dato che colloca l’Italia al 30esimo posto su 40 paesi per povertà infantile e al 22esimo per disuguaglianza economica.
E se il quadro nazionale è preoccupante, Campania e Sud rappresentano da anni l’epicentro della fragilità sociale italiana. Tra disoccupazione, lavoro precario, caro vita e servizi insufficienti, migliaia di famiglie fanno sempre più fatica a garantire ai figli istruzione, alimentazione adeguata e accesso alle cure.
Le conseguenze si riflettono soprattutto sulla scuola
L’Unicef evidenzia un divario enorme tra bambini ricchi e poveri: l’84% dei ragazzi provenienti da famiglie benestanti possiede competenze di base in matematica e lettura, mentre tra i più poveri la percentuale precipita sotto il 45%. Una forbice che nelle periferie meridionali rischia di diventare ancora più ampia, alimentando dispersione scolastica e povertà educativa.
Non meno pesante il dato sulla salute
Nei contesti economicamente più fragili aumentano cattiva alimentazione, obesità infantile e difficoltà di accesso alle cure. Solo il 58% dei bambini appartenenti alle famiglie più povere dichiara di godere di ottima salute, contro il 73% dei coetanei più ricchi.
La Campania, già alle prese con tassi elevati di disoccupazione giovanile e disagio sociale, resta una delle regioni dove il rischio di esclusione per i minori continua a pesare maggiormente. E nelle periferie urbane, da Napoli alle aree interne, associazioni e servizi sociali denunciano da tempo un aumento delle richieste di aiuto per beni essenziali, sostegno scolastico e assistenza alimentare.
“La disuguaglianza influisce profondamente sul modo in cui i bambini imparano, su ciò che mangiano e su come vivono la vita”, avverte Bo Viktor Nylund, direttore dell’Unicef Innocenti, chiedendo investimenti urgenti su istruzione, salute e sostegno alle famiglie più vulnerabili.
Perché al Sud, oggi più che altrove, la povertà infantile non è soltanto un dato statistico: è il rischio concreto che migliaia di bambini vedano il proprio futuro ridursi ancora prima di diventare adulti.











