Per molti, la primavera porta sole e giornate più lunghe; per altri, è l’inizio di un vero calvario respiratorio. Basta qualche passo tra le vie di Napoli o lungo la Costiera per rendersene conto: nasi arrossati, occhi lucidi, starnuti continui e la sensazione di non riuscire a respirare bene. La colpa è della rinite allergica, la cosiddetta febbre da fieno, che ogni anno torna puntuale a segnare le giornate dei campani, trasformando la stagione più attesa in un periodo di fastidio quotidiano.
I casi
In Campania, il fenomeno è particolarmente diffuso, complice la grande varietà di pollini presenti sul territorio. Le graminacee nell’entroterra, gli ulivi e la parietaria – molto comune nei centri urbani e lungo le coste – trovano nel clima mite e ventilato della regione condizioni ideali per proliferare. Napoli e la sua area metropolitana, così come le province di Salerno, Caserta e Avellino, registrano ogni anno concentrazioni significative già a partire da marzo e aprile, con un andamento che negli ultimi anni appare sempre più anticipato.
Secondo le stime, una quota crescente della popolazione campana soffre di disturbi allergici stagionali, con un’incidenza in aumento soprattutto tra i più giovani, ma anche tra gli over 70 e nelle aree urbane, dove l’inquinamento atmosferico può amplificare la risposta allergica. Per chi ne soffre, significa convivere con fastidi persistenti che incidono non solo sul benessere fisico, ma anche sulla qualità del sonno, sulla concentrazione e sulla produttività quotidiana.












