Quella persona sa dove abito: la paura di Raffaele dopo l’incendio dell’auto

Quella di Raffaele, 36 anni, è una paura che oggi ha anche un pensiero preciso: chi ha incendiato la sua automobile, se davvero di un gesto doloso si è trattato, sa dove vive. E potrebbe tornare.

A quattro giorni dal rogo di via Ungheria, a Marano, la vicenda che abbiamo raccontato nei giorni scorsi non ha ancora un responsabile. I carabinieri della compagnia di Marano stanno lavorando per ricostruire l’accaduto e individuare eventuali responsabilità. L’ipotesi dell’incendio doloso resta al vaglio degli investigatori e, al momento, non ci sono conferme ufficiali sulla sua natura.

Ma per Raffaele il punto, adesso, è soprattutto la sicurezza. “Per incendiare la mia automobile sotto casa significa che questa persona sa dove abito e questo mi spaventa tantissimo. Non ho paura soltanto per me, ma soprattutto per la mia famiglia”.

Il retroscena

Parole che raccontano il dopo. Perché quando le fiamme si sono spente, per Raffaele è iniziata un’altra battaglia: quella per tornare alla normalità. La sua automobile è andata completamente distrutta. E per una persona con disabilità quel mezzo non rappresenta semplicemente quattro ruote: significa autonomia, possibilità di spostarsi, di affrontare la quotidianità, di non dipendere dagli altri.

Intanto resta sullo sfondo la questione che aveva già alimentato tensioni: lo stallo riservato alle persone con disabilità davanti alla sua abitazione, teatro in passato di discussioni e segnalazioni. Un elemento che Raffaele aveva collegato al possibile movente, ma sul quale gli investigatori dovranno fare piena chiarezza. Sul caso sono accesi i riflettori anche di Procura di Napoli Nord e Prefettura di Napoli. E proprio sul fronte amministrativo, il Comune di Marano ha modificato circa un anno fa il regolamento degli stalli: non più posti assegnati a una singola persona, ma spazi destinati a chiunque abbia i requisiti previsti.

La solidarietà

Ora, però, la priorità è un’altra: rimettere Raffaele in condizione di muoversi. Per questo è partita una raccolta fondi per acquistare una nuova automobile. E la risposta non si è fatta attendere: in pochi giorni una rete spontanea di cittadini e associazioni ha già raccolto una cifra importante.