Questa potrebbe essere la prima foto fake condivisa dalle istituzioni in Italia

di Italia Mele

La foto ha attraversato alla velocità della luce il web, virale come un agente patogeno altamente infettivo ma potrebbe essere stata modificata da l’IA e sarebbe il primo caso in Italia di immagine fake condivisa dalle Istituzioni 

Stiamo parlando dell’istantanea che mostra il poliziotto che soccorre il collega vittima della violenta aggressione negli scontri di Torino,

Secondo quanto ricostruito da La Stampa c’è, però, più di un dubbio su questa foto:

Filippo Venturi, un fotografo documentarista che da anni fa opera di divulgazione sulle potenzialità ma soprattutto sui rischi dell’intelligenza artificiale,
ha pubblicato sul suo sito una dettagliata analisi di una foto degli scontri di Torino che pone una serie di interrogativi:

Le anomalie dello scatto

«La foto sembra sia stata ripulita da tutta una serie di elementi per focalizzare l’attenzione sul gesto rendendola “iconica” – dice Venturi –

Manca un’auto bianca che era accanto ai due poliziotti, manca lo scudo che impugna uno dei due agenti, il volto del poliziotto soccorritore – che nelle immagini di quel giorno è coperto da una maschera antigas – è invece presente nella seconda foto.

C’è una cancellata sullo sfondo che è diversa, l’immagine viene illuminata da fari e luci della polizia che non esistono negli scatti e nei video di quel giorno.

Inoltre sul casco dell’agente soccorritore la parola “polizia” che dovrebbe essere impressa sul retro sembra scritta in un alfabeto asiatico».

sospetto uso dell’AI

Questi elementi fanno sospettare che l’immagine ripresa sui social del Viminale sia stata alterata con l’AI.

I primi sospetti li aveva avuti un altro fotografo, Michele Lapini, presente alla manifestazione di Torino, che aveva condiviso l’immagine con Venturi visto il suo lavoro di ricerca.

Uno degli ultimi interventi di Venturi, per esempio, analizza la foto fittizia dell’arresto del presidente venezuelano Nicholas Maduro.

«L’uso di immagini generate o modificate dall’AI da parte delle istituzioni è soprattutto una caratteristica americana – dice Venturi -. In questi mesi siamo stati abituati a un uso molto disinvolto di questa tecnologia da parte della Casa Bianca.

Tuttavia è la prima volta, a quanto mi consta, che succede in Italia».

La posizione ufficiale della Polizia

Fonti della Polizia di Stato, interrogate rispetto alla genuinità dell’immagine diffusa, hanno dichiarato ufficialmente:

«L’immagine è stata scelta tra quelle più condivise sui social e sul web. Non è stata in alcun modo generata o alterata dalla polizia di Stato».

In effetti prima dell’account del Viminale altri account avevano diffuso la stessa immagine. Si tratta di account relativi a parlamentari di centrodestra.

La generazione da zero di un’immagine o il suo rilancio da parte di un account istituzionale, tuttavia, non cambiano molto i termini della questione.

Il rischio più grande dell’uso improprio dello strumento è la perdita di credibilità.