I numeri raccontano un’Italia più sicura. La realtà vissuta ogni giorno nelle strade, nelle stazioni e nelle periferie, però, non sempre restituisce la stessa sensazione. È dentro questa distanza — sottile, ma evidente — che si inserisce il dossier annuale del Viminale.
Nei primi sei mesi del 2026 i reati registrati sono diminuiti complessivamente del 10 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025. Calano gli omicidi, i furti, le rapine, le violenze sessuali e le frodi informatiche. In flessione anche i femminicidi.
“Grazie a questo costante impegno, l’Italia si conferma come uno dei luoghi più sicuri al mondo”, afferma il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
Una valutazione sostenuta dalle statistiche, anche se difficilmente basterà a rassicurare chi continua a misurare la sicurezza attraverso episodi di violenza, degrado e illegalità vissuti nel proprio quartiere.
Meno di 1,1 milioni di reati
Tra gennaio e giugno sono stati registrati 1.068.240 reati, contro 1.186.268 dello stesso periodo dello scorso anno.
Gli omicidi volontari sono stati 138, in diminuzione del 15,3 per cento. I furti sono scesi a 437.800, con un calo dell’11,4 per cento, mentre le rapine sono state 12.515, il 12,3 per cento in meno.
Le violenze sessuali denunciate sono state 3.142, in flessione del 7,1 per cento. Le truffe e le frodi informatiche sono diminuite del 9,5 per cento, fermandosi a 137.529 casi.
Dati significativi, che fotografano i fenomeni emersi e registrati dalle autorità. Non sempre, però, tutto ciò che accade arriva a trasformarsi in una denuncia o entra nelle statistiche ufficiali.
Femminicidi in calo, più interventi contro la violenza domestica
Il dossier registra 34 femminicidi e, più in generale, omicidi volontari con vittime di sesso femminile: il 37 per cento in meno rispetto al primo semestre del 2025.
Aumentano gli ammonimenti emessi dai questori, arrivati a 4.582. Il dato cresce del 10,7 per cento. Gli interventi per violenza domestica sono stati 3.247, con un aumento del 24,1 per cento. Diminuiscono invece del 12,3 per cento gli ammonimenti per stalking, scesi a 1.335.
Il calo degli omicidi rappresenta un segnale positivo. L’aumento delle misure per violenza domestica ricorda tuttavia quanto il problema resti radicato e spesso nascosto all’interno delle abitazioni.
Più controlli nelle stazioni
Nei primi sei mesi dell’anno sono state controllate nelle stazioni ferroviarie 2,5 milioni di persone, il 6,8 per cento in più. Gli arresti sono stati 625, con una crescita del 12 per cento.
A bordo dei treni i controlli hanno interessato 636mila persone. Nelle aree ferroviarie le rapine sono diminuite del 28,5 per cento, i furti del 3,3 per cento e i danneggiamenti del 5,7 per cento.
Quasi triplicata la quantità di droga sequestrata, con un incremento del 179,9 per cento. Le armi intercettate sono aumentate del 24,6 per cento.
La maggiore attività di controllo può spiegare almeno in parte l’aumento dei sequestri. Ma mostra anche quanto stazioni e treni restino luoghi nei quali la sicurezza richiede una presenza continua e capillare.
Droga, meno denunce ma più operazioni internazionali
I reati di spaccio risultano in calo del 2 per cento. Le operazioni contro il traffico internazionale di stupefacenti sono invece aumentate dell’11 per cento.
Le persone denunciate o arrestate sono state 11.914, il 10,6 per cento in meno. Diminuisce del 6,3 per cento anche la quantità complessiva di sostanze sequestrate.
Nelle cosiddette zone rosse sono state controllate oltre 2,3 milioni di persone e disposti 12.876 allontanamenti. I provvedimenti hanno riguardato soprattutto reati contro il patrimonio, droga e condotte contro la persona.
Sicurezza nazionale, aumentano i rimpatri
Dal 22 ottobre 2022 al 30 giugno 2026 sono state rimpatriate 254 persone considerate pericolose per la sicurezza nazionale, tra radicalizzati, estremisti e presunti terroristi.
Nel solo primo semestre del 2026 i rimpatri sono stati 38, con un aumento dell’80,9 per cento. I foreign fighter monitorati sono 156, mentre cinque minorenni sono stati arrestati.
Calano del 17 per cento gli attacchi informatici contro le infrastrutture critiche e del 23,3 per cento quelli riconducibili al cyberterrorismo. Gli indagati, però, aumentano del 71 per cento e arrivano a 84.
Protezione internazionale, esaminate 72mila domande
Sul fronte dell’immigrazione sono state esaminate 72.508 domande di protezione internazionale, il 47 per cento in più. Circa 49mila richieste, pari al 68 per cento, sono state respinte.
Ai confini con la Slovenia, dal ripristino dei controlli nell’ottobre 2023, sono state ispezionate in ingresso 1,5 milioni di persone. Gli stranieri irregolari rintracciati sono stati 11.658 e i soggetti ritenuti pericolosi per la sicurezza nazionale 623.
Gli arresti sono stati 678, dei quali 289 per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Criminalità organizzata, restituiti beni per 864 milioni
Dal 22 ottobre 2022 sono stati restituiti alla collettività 22.127 beni confiscati alla criminalità organizzata, per un valore complessivo di 864 milioni di euro.
Nel primo semestre del 2026 sono state adottate 577 interdittive antimafia. Sei enti locali sono stati sciolti nello stesso periodo, mentre dal 2022 il totale è arrivato a 38.
Il dossier del Viminale offre quindi diversi segnali incoraggianti. I reati registrati diminuiscono e l’attività di prevenzione cresce. Ma le statistiche, per quanto importanti, non cancellano automaticamente l’insicurezza percepita né le profonde differenze tra territori.
Il Paese descritto dai numeri è più sicuro. La sfida, ora, è fare in modo che se ne accorga anche chi lo vive.












