Referendum giustizia, il No parte avanti: affluenza alta e prime proiezioni nette

Il No prende la testa del referendum sulla giustizia e lo fa con un margine che, nelle prime ore dello spoglio, appare più di una semplice oscillazione iniziale. La seconda proiezione di Tecnè accredita infatti il No al 54% e il Sì al 46%, con una copertura del campione pari al 49%, mentre anche instant poll ed exit poll diffusi nel pomeriggio avevano già indicato lo stesso orientamento.

Il dato politico è doppio. Da una parte, la riforma costituzionale sulla separazione delle carriere dei magistrati si conferma un tema capace di mobilitare l’elettorato: l’affluenza viene indicata da Tgcom24 come vicina al 59%, ben sopra le soglie di partecipazione che spesso accompagnano appuntamenti referendari. Dall’altra, essendo un referendum confermativo costituzionale, il risultato non dipende dal quorum, che non è previsto: conterà soltanto il rapporto finale tra Sì e No.

La tendenza era emersa già alla chiusura delle urne. Il primo instant poll YouTrend per Sky TG24 collocava il No in una forbice tra il 49,5% e il 53,5%, con il Sì tra il 46,5% e il 50,5%. Poco dopo, anche Swg per La7 indicava il No avanti tra il 49% e il 53%, mentre l’exit poll del consorzio Opinio per la Rai manteneva lo stesso schema, con il No tra il 49% e il 53% e il Sì tra il 47% e il 51%. La seconda proiezione di Tecnè ha poi dato una forma più definita a quell’indicazione iniziale.

Nel frattempo, sul fronte territoriale, i dati locali confermano un quadro ancora da consolidare ma già significativo. In Campania, la pagina in diretta di RaiNews segnala un’affluenza finale attorno al 50%, con Caserta come provincia meno partecipativa al 48,56%. Nello stesso aggiornamento compaiono però anche indicazioni parziali ancora contraddittorie sui rapporti tra Sì e No in alcune aree, segno che nelle fasi iniziali dello scrutinio il quadro locale resta più mobile e meno lineare di quello nazionale.

Il punto, però, è già chiaro: il referendum non si sta risolvendo in un voto notarile su una materia per addetti ai lavori. Sta assumendo il profilo di una scelta politica piena, capace di dividere il Paese e di trasformare una riforma della giustizia in un test di consenso più ampio. Le prossime proiezioni diranno se il vantaggio del No sia destinato a consolidarsi o a ridursi. Per ora, l’indicazione uscita dalle urne è netta: il fronte contrario alla riforma è partito davanti.