Via al voto per il referendum costituzionale confermativo sulla riforma della giustizia: seggi aperti oggi fino alle 23 e domani fino alle 15. Per votare servono tessera elettorale e documento valido.
Si apre una due giorni elettorale che riporta al centro della scena una materia delicata e decisiva come la giustizia. Sono infatti aperte le urne per il referendum costituzionale confermativo legato alla riforma dell’ordinamento giudiziario e all’istituzione della Corte disciplinare: un appuntamento che chiama gli elettori a esprimersi su una modifica di rilievo dell’assetto costituzionale. Secondo quanto riportato da RaiNews, i seggi restano aperti domenica 22 marzo 2026 dalle 7 alle 23 e lunedì 23 marzo 2026 dalle 7 alle 15.
Che cosa c’è sulla scheda
Il voto riguarda il referendum popolare confermativo, previsto dall’articolo 138 della Costituzione, sulla legge costituzionale recante “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”. In termini concreti, gli elettori sono chiamati a decidere se confermare oppure respingere la riforma della giustizia contenuta nel testo approvato dal Parlamento. È questo il punto politico e istituzionale del referendum: non una consultazione generica sul sistema giudiziario, ma un pronunciamento preciso su una revisione costituzionale che incide sull’ordinamento della magistratura.
Gli orari e i documenti necessari
Per esprimere il proprio voto occorre presentarsi al seggio con tessera elettorale e documento d’identità valido. Si vota oggi fino alle 23, mentre domani sarà ancora possibile recarsi alle urne dalle 7 alle 15. La finestra temporale, dunque, è già definita con chiarezza e impone a chi non ha ancora votato di organizzarsi entro la chiusura fissata per il primo pomeriggio di lunedì.
Il voto assistito
Il testo richiama anche le modalità previste per gli elettori con disabilità che non siano in condizione di votare autonomamente. In questi casi è consentito entrare in cabina con una persona di fiducia, purché iscritta nelle liste elettorali di un qualsiasi Comune italiano. È un passaggio importante, perché ribadisce il principio dell’accessibilità del voto e della piena partecipazione anche nelle condizioni di maggiore fragilità.
Il quadro normativo
La consultazione è stata indetta con decreto del Presidente della Repubblica del 13 gennaio 2026, poi pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 10 del 14 gennaio 2026. È il passaggio formale che ha dato avvio al percorso referendario e che accompagna ora il Paese a un voto dal peso non soltanto politico, ma anche istituzionale, perché tocca l’equilibrio di uno dei poteri fondamentali dello Stato.
Una scelta che pesa oltre la giornata di voto
Al di là dell’aspetto organizzativo, il referendum mette gli elettori davanti a una scelta netta: confermare o bocciare una riforma che interviene sull’ordinamento giurisdizionale e sul sistema disciplinare. È una decisione che va oltre il rituale del voto e che chiama in causa il rapporto tra giustizia, garanzie e architettura costituzionale. Per questo, più che una semplice scadenza elettorale, quella di oggi e domani è una prova di partecipazione consapevole.












