Regione fatta, Comune in bilico: il rimpasto di Manfredi

Napoli è di nuovo dentro un incastro politico che non ammette distrazioni. La giunta regionale è ormai definita, ma l’effetto vero del voto si misurerà a Palazzo San Giacomo, dove Gaetano Manfredi prepara il rimpasto degli assessori. Regione e Comune sono due facce della stessa medaglia: stessa alleanza di centrosinistra, stessi equilibri da tenere in piedi, stesse tensioni da governare.

Il sindaco deve colmare due vuoti pesanti. Paolo Mancuso, Pd, ha lasciato da tempo l’assessorato alla Nettezza urbana; Luca Trapanese, volto del welfare cittadino, è stato eletto in Regione come il più votato del M5S. Due uscite che rendono inevitabile una ridefinizione politica prima ancora che amministrativa. Manfredi, però, non intende subire scelte calate dall’alto. Forte del suo peso istituzionale e politico, ha fissato regole chiare: niente consiglieri comunali in giunta e, possibilmente, niente recuperi di chi non ce l’ha fatta alle regionali.

Il dialogo con i partiti è continuo, ma filtrato. Manfredi parla con Elly Schlein e Giuseppe Conte, ma soprattutto con Roberto Fico per il M5S e con Marco Sarracino per il Pd. Molto dipenderà dall’esito del congresso provinciale dem: da lì passeranno indicazioni e nomi. Sul fronte Cinque Stelle, invece, sarà Fico a indicare il successore di Trapanese, in un Movimento ancora attraversato da tensioni dopo l’uscita di scena di Gilda Sportiello dalla giunta regionale.

Intanto circolano nomi civici, come quello di Anna Riccardi della Fondazione “Famiglia di Maria”, che incarnano la linea del sindaco: competenza, radicamento sociale e profili non riconducibili a semplici compensazioni politiche. Perché l’ultimo anno di mandato sarà decisivo. Tra grandi opere, eventi internazionali e sfide infrastrutturali, il rimpasto non è solo una questione di poltrone, ma il banco di prova della tenuta del campo largo a Napoli.