Rincari, la stangata che si vede ogni giorno: quanto pesa davvero l’inflazione

Non è soltanto una questione di percentuali. L’inflazione, quando arriva al supermercato, al distributore di benzina o davanti alla bolletta, smette di essere un numero e diventa una spesa in più da mettere in conto ogni mese.

È questa la fotografia che emerge dai dati sull’aumento dei prezzi. A livello nazionale, a settembre l’inflazione è salita al 4,2%. Un dato che racconta un nuovo aumento del costo della vita, ma che da solo non spiega fino in fondo cosa stia succedendo alle famiglie. Per capire l’effetto reale bisogna guardare dentro quel 4,2%. Perché non tutti i prezzi stanno crescendo allo stesso modo: alcuni beni e servizi stanno aumentando molto più della media, altri meno. E sono soprattutto le voci che entrano con maggiore frequenza nel bilancio familiare a fare la differenza.

Rincari per le famiglie

Una spesa settimanale che prima sembrava gestibile può richiedere qualche euro in più. Un pieno pesa maggiormente sul bilancio. Una cena fuori, una bolletta, un servizio o una serie di piccoli acquisti che presi singolarmente sembrano trascurabili finiscono per sommarsi.Il problema, quindi, non è necessariamente il grande aumento improvviso di una singola voce. È la somma di tanti rincari che, mese dopo mese, restringono il margine disponibile a fine stipendio. L’inflazione è una media costruita su un insieme molto ampio di prodotti e servizi. Se il dato è del 4%, non vuol dire che il pane, la benzina, l’affitto e il caffè siano tutti aumentati esattamente del 4%.

Il peso cambia anche in base alle abitudini

Una famiglia che utilizza molto l’auto risentirà maggiormente dei rincari dei carburanti. Chi dedica una quota importante del proprio reddito alla spesa alimentare avvertirà più rapidamente gli aumenti dei prodotti acquistati ogni settimana. Per chi paga un affitto o sostiene determinate spese per la casa, invece, saranno altre voci a incidere maggiormente. È per questo che l’inflazione percepita può essere diversa da quella indicata dalle statistiche.

Il vero problema è il potere d’acquisto

La domanda più semplice, alla fine, è una sola: con lo stesso stipendio si riesce a comprare quello che si comprava un anno fa? Se i prezzi salgono più rapidamente dei redditi, il potere d’acquisto diminuisce. Non significa necessariamente che una famiglia diventi improvvisamente più povera, ma che deve scegliere con maggiore attenzione come utilizzare lo stesso reddito.

E spesso le prime rinunce riguardano proprio le spese considerate non indispensabili: una cena fuori, un acquisto rimandato, una vacanza ridimensionata, qualche servizio eliminato.