Sal Da Vinci nel mirino dei truffatori online: profili fake e deepfake per svuotare i conti

Prima i profili falsi, poi le pagine ingannevoli, infine i video costruiti ad arte con l’intelligenza artificiale. Anche Sal Da Vinci finisce nel mirino della nuova criminalità digitale, quella che ruba immagini, volti e reputazioni per trasformarli in esche da piazzare sui social.

La denuncia

A denunciare il fenomeno è Carlo Claps, presidente dell’associazione Aidacon Consumatori e legale dell’artista napoletano. «Stanno proliferando in rete pagine false e profili fake utilizzati per promuovere truffe finanziarie e iniziative fraudolente di varia natura, senza alcuna autorizzazione», spiega Claps, precisando con fermezza che Sal Da Vinci si dissocia da qualsiasi contenuto non ufficiale che utilizzi la sua immagine a scopi commerciali o promozionali.

Il caso dell’artista è solo uno dei segnali più evidenti di un fenomeno in forte crescita. Sui social network compaiono sempre più spesso contenuti sponsorizzati in cui personaggi famosi, politici, giornalisti o volti noti sembrano invitare gli utenti a investire in piattaforme di trading “sicure”, promettendo guadagni facili e rendimenti garantiti. Ma dietro quelle immagini rassicuranti si nasconde una trappola.

Truffato un napoletano

A farne le spese è stato un cittadino napoletano, che ha perso novemila euro dopo essersi imbattuto su Facebook in un video apparentemente autentico. Nel filmato, un noto politico nazionale, con volto convincente e voce familiare, promuoveva una presunta piattaforma di trading sicuro. Sembrava tutto reale. Invece era tutto falso: quel politico non aveva mai pronunciato quelle parole. Il video era un deepfake.

Come funziona

L’intelligenza artificiale consente oggi di sovrapporre un volto, ricreare una voce e costruire contenuti sempre più difficili da distinguere dalla realtà. Ed è proprio su questa somiglianza ingannevole che fanno leva i truffatori. L’utente viene convinto a registrarsi, a versare una piccola somma iniziale e, in molti casi, a installare applicazioni di controllo remoto con la scusa di ricevere assistenza.

Da lì il passo verso il furto è brevissimo. Una volta ottenuto l’accesso al dispositivo, i criminali possono entrare nel conto corrente della vittima e svuotarlo in pochi minuti.

«Riceviamo ogni settimana segnalazioni simili», racconta Claps. «Sono storie di persone comuni raggiunte dalla truffa nel momento peggiore: quando si è alla ricerca di una via d’uscita».

L’emergenza in rete

Il meccanismo è subdolo perché non punta solo sulla tecnologia, ma anche sulla fragilità delle persone. Chi è in difficoltà economica, chi cerca una soluzione rapida o una possibilità di riscatto, diventa il bersaglio ideale di una promessa tanto seducente quanto falsa.

La vicenda di Sal Da Vinci e quella del cittadino napoletano truffato raccontano la stessa emergenza: la rete è ormai invasa da contenuti manipolati, profili falsi e campagne fraudolente capaci di sfruttare la credibilità dei volti noti per colpire utenti comuni.