Dal 1990 i salari reali in Italia sono diminuiti del 6,6%, mentre sono cresciuti del 33,4% in Francia, del 32,9% in Germania, del 48,4% nel Regno Unito e addirittura del 50,5% negli Stati Uniti.
Un dato che racconta meglio di qualsiasi slogan la fotografia del Paese: il potere d’acquisto degli italiani si è sbriciolato anno dopo anno. E se l’estate è da sempre sinonimo di vacanze, per milioni di famiglie il vero lusso oggi è riuscire ad arrivare a fine mese.
Il report di Federalberghi
I numeri diffusi da Federalberghi sembrano, a prima vista, raccontare un’altra storia: 36,2 milioni di italiani trascorreranno almeno un periodo di vacanza tra giugno e settembre, generando un giro d’affari di 43 miliardi di euro. Ma basta andare oltre il titolo per scoprire la realtà più amara. Quasi un italiano su due, il 48,5% della popolazione, quest’estate non partirà. E il motivo principale è uno soltanto: la mancanza di liquidità, indicata dal 52,8% di chi resterà a casa. Non si rinuncia alle ferie per scelta, ma perché il portafoglio non lo consente.
Chi parte, lo fa con grande attenzione ai costi
La spesa media prevista è di 917 euro a persona, una cifra che per molte famiglie rappresenta ormai un sacrificio importante. Non sorprende quindi che aumentino le vacanze “spezzate”, con soggiorni più brevi distribuiti durante l’estate, oppure che quasi un terzo degli italiani scelga di essere ospite da parenti e amici invece di prenotare una struttura ricettiva.
L’87,6% di chi andrà in vacanza resterà in Italia, privilegiando il mare, mentre chi sceglierà l’estero si orienterà soprattutto verso Croazia, Grecia e Spagna.
La fotografia italiana
Ma dietro queste statistiche resta il dato che dovrebbe far riflettere la politica più di ogni altro: decine di milioni di italiani possono ancora concedersi una vacanza, ma quasi altrettanti non possono permettersela. Perché il problema non è il desiderio di partire. Quello non è mai mancato. Il problema è che, dopo oltre trent’anni di salari sostanzialmente fermi e di costo della vita in continua crescita, per un numero sempre maggiore di famiglie anche pochi giorni di riposo sono diventati un bene di lusso.












