Partono i saldi invernali in Campania, ma l’entusiasmo è frenato dai conti che non tornano. Secondo le stime di Confesercenti Campania, il giro d’affari complessivo sarà di circa 750 milioni di euro, sostenuto anche dall’arrivo dei turisti. Tuttavia, dietro i numeri si nasconde una realtà più complessa: i consumatori spenderanno meno e con molta più attenzione rispetto al passato.
Un campano su due approfitterà degli sconti, ma il budget medio scende a circa 200 euro a persona, 10-15 euro in meno rispetto allo scorso anno. I turisti avranno un ruolo decisivo: si stima una spesa media di 100 euro ciascuno, per un contributo complessivo di circa 250 milioni di euro.
A pesare sui saldi “ufficiali” è però il fenomeno dei pre-saldi. Secondo Confesercenti, quasi il 18% dei consumatori campani ha già acquistato prima dell’avvio regolare degli sconti, in una fase definita senza mezzi termini “irregolare”. In questa sorta di giungla commerciale sarebbero già stati spesi circa 90 milioni di euro, sottratti di fatto ai saldi veri e propri.
«Molti cittadini hanno anticipato gli acquisti e non torneranno nei negozi nelle prossime settimane», spiega Vincenzo Schiavo, presidente di Confesercenti Campania. «Il risultato è che il giro d’affari reale dei saldi si fermerà a circa 660 milioni di euro».
A preoccupare ulteriormente è la spinta verso l’online. Il 59% dei campani dichiara di voler acquistare in saldo sul web: una fetta da circa 223 milioni di euro che rischia di finire sulle grandi piattaforme internazionali. «La concorrenza è impari – denuncia Schiavo –: chi vende online paga fino al 60-70% in meno di tasse rispetto ai negozi di vicinato. Così il commercio locale non può reggere». Da qui l’appello a una regolamentazione nazionale che metta sullo stesso piano web e negozi fisici e ponga regole chiare su saldi e pre-saldi.
Il quadro è ancora più cupo secondo Federconsumatori Campania. «Stimiamo una contrazione dei consumi di circa il 30% rispetto allo scorso anno», afferma il presidente Giovanni Berritto. «Finché gli stipendi reali non saranno adeguati a un costo della vita in continuo aumento, questa tendenza non potrà cambiare».
C’è però un dato che segna un’inversione di rotta: cresce l’intenzione di acquistare nei negozi fisici. Non per fiducia ritrovata, ma per necessità. «Le famiglie vogliono vedere, toccare e valutare bene come spendere ogni euro», spiega Berritto. A pesare sui bilanci sono ancora una volta carburanti, pedaggi autostradali e beni di consumo come le sigarette, che riducono ulteriormente il potere d’acquisto.
I saldi, insomma, non sono più percepiti come un’occasione. Per molti sono diventati l’unico modo per acquistare ciò che serve senza rinunciare alla dignità. E in Campania, quest’inverno, anche uno sconto pesa come una scelta.












