San Carlo celebra Balanchine tra musica e neoclassicismo

Il Teatro di San Carlo chiude il mese di aprile con una serata che attraversa il cuore del balletto neoclassico e rende omaggio all’eredità di George Balanchine, tra i più influenti coreografi del Novecento e fondatore del New York City Ballet, capace di rivoluzionare il linguaggio della danza portandolo verso forme più essenziali, musicali e moderne. In scena un programma che unisce tradizione e innovazione, costruito come un percorso tra stili diversi ma legati da una stessa matrice.

Protagonisti Étoiles, Solisti e Corpo di Ballo del Teatro di San Carlo, accompagnati dall’Orchestra diretta da Paul Connelly. Cinque le repliche in programma, dal 28 aprile al 3 maggio, precedute da incontri con il pubblico nel Salone degli Specchi guidati dal direttore del balletto Renato Zanella.

Il programma si apre con “Serenade”, primo balletto americano di Balanchine, costruito sulla musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij: una coreografia essenziale e astratta, in cui il movimento si intreccia direttamente alla partitura. A seguire “Black Cake” di Hans van Manen, che esplora con ironia e raffinatezza le dinamiche delle relazioni umane in un contesto di alta società. Chiude “Sinfonia n. 7” di Uwe Scholz, costruita sulla musica di Ludwig van Beethoven, dove la danza segue con precisione la struttura sinfonica.

La replica del 29 aprile, in occasione della Giornata Internazionale della Danza, sarà anche momento di sensibilizzazione grazie all’iniziativa di Casa Ronald McDonald, a sostegno della futura apertura a Napoli di una struttura dedicata alle famiglie dei piccoli pazienti.

Un appuntamento che mette insieme rigore, eleganza e forza espressiva, restituendo al pubblico il segno lasciato da Balanchine e l’evoluzione del balletto nel corso del Novecento.