Dalla governance agli incarichi artistici, fino ai fondi per attività mai svolte: la Procura indaga sull’ex vertice del teatro e su nomi di primo piano della lirica internazionale, mentre la Corte dei conti apre un fronte parallelo sul possibile danno erariale.
Un’inchiesta che tocca uno dei simboli culturali più forti della città e che apre interrogativi sulla gestione durante gli anni più delicati.
A Napoli, riflettori accesi sul Teatro di San Carlo: sono dodici gli indagati nell’ambito di un’indagine della Procura che ipotizza, a vario titolo, reati di truffa, peculato e falso.
Tra i nomi coinvolti figurano l’ex sovrintendente Stéphane Lissner, l’ex direttore generale Emmanuela Spedaliere, oggi con deleghe al marketing e agli affari istituzionali, oltre a figure di primo piano del panorama artistico internazionale come il tenore Jonas Kaufmann, il regista Krzysztof Warlikowski, il regista Klaus Guth e il soprano Asmik Grigorian. Coinvolto anche il direttore casting Ilias Tzempetonidis.
L’indagine si concentra sulla gestione della Fondazione che governa il teatro, in particolare durante il periodo della pandemia. Dopo un primo accesso a dicembre, la Guardia di Finanza è tornata negli uffici del San Carlo per acquisire documentazione e procedere al sequestro dei telefoni degli indagati.
Al centro degli accertamenti ci sono alcune nomine dirigenziali ritenute non conformi allo statuto, ma anche compensi erogati per circa 200mila euro legati a masterclass, seminari e incontri che, secondo l’ipotesi accusatoria, non sarebbero stati effettivamente svolti.
Un altro filone riguarda le attività delle Officine San Carlo, il polo produttivo e formativo nato nella periferia orientale della città. Qui gli inquirenti stanno verificando lo svolgimento di spettacoli in assenza delle necessarie autorizzazioni e il conferimento di incarichi, tra cui quello al regista Michele Sorrentino Mangini.
Parallelamente all’indagine penale, si muove anche la magistratura contabile: la Corte dei conti ha aperto un fascicolo per valutare un possibile danno erariale.
L’inchiesta è nella fase delle indagini preliminari. Saranno gli sviluppi successivi a chiarire eventuali responsabilità.












