Al Teatro di San Carlo di Napoli la prima di Lucia di Lammermoor si è trasformata in una serata di grande entusiasmo. Oltre dieci minuti di applausi hanno salutato la straordinaria interpretazione del soprano campano Rosa Feola, accolta da un pubblico partecipe che le ha regalato una calorosa ovazione al termine dello spettacolo.
Sul podio, la direzione musicale di Francesco Lanzillotta ha guidato orchestra e coro del Massimo napoletano in una lettura intensa e fedele alla partitura di Gaetano Donizetti, mentre la regia di Gianni Amelio – ripresa da Michele Sorrentino Mangini – ha restituito con efficacia la tensione drammatica del celebre melodramma su libretto di Salvatore Cammarano.
Il soprano
Per Feola, nata e cresciuta a San Nicola la Strada, nel Casertano, interpretare Lucia a Napoli rappresenta quasi un debutto simbolico. «È un ruolo iconico per un soprano, un avvicinamento durato dieci anni», ha raccontato l’artista, che iniziò a studiarlo con la grande Renata Scotto durante il suo percorso di perfezionamento all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.
Lucia, spiega Feola, è molto più di un personaggio segnato dalla follia: «È una donna fragile, avvolta nelle tenebre». Una sfida non solo vocale ma anche psicologica, in cui i virtuosismi del belcanto diventano strumenti per dare voce alle emozioni più profonde.
Opera profondamente legata alla storia del San Carlo — qui rappresentata per la prima volta nel 1835 — Lucia di Lammermoor continua a esercitare un fascino immutato sul pubblico. La produzione resterà in cartellone fino al 24 marzo con quattro repliche, confermandosi tra gli appuntamenti più attesi della stagione lirica napoletana.












