Scomparso l’ex portiere dell’Iran, aveva accusato Khamenei di essere “Satana”

Da giorni non c’è più traccia di Rashid Mazaheri, ex portiere della Nazionale iraniana, che aveva attaccato duramente la guida suprema Khamenei definendolo “Satana”.

Martedì 24 febbraio Mazaheri ha scritto un post durissimo su Instagram, rivolgendosi a Khamenei per il massacro dei manifestanti: “Gli iraniani non dimenticheranno mai il sangue versato dai tuoi artigli sanguinari sui corpi innocenti dei nostri figli. Hai ridotto in cenere le vite di migliaia di giovani, ma il fuoco della loro rabbia brucia ancora nei cuori del popolo. La storia ti giudicherà come criminale e assassino. E ora, Satana, il tuo regno su questa terra è finito. Non hai più potere, la tua tirannia è giunta al termine. Il muro della paura è crollato, e il popolo iraniano non piegherà più la testa davanti a te. Rashid non si arrende, non ha paura e non tacerà. Questa è la voce di un iraniano libero che dice: basta! Il tuo tempo è scaduto, e la vittoria appartiene al popolo“.

Dopo poco tempo gli agenti di sicurezza del regime hanno fatto irruzione nell’abitazione di Mazaheri. sequestrando il cellulare e il computer portatile, informandolo che sarebbe stato arrestato tramite un mandato di cattura. Mentre il suo post spariva, sua moglie pubblicava un messaggio scrivendo che la vita di Rashid era in pericolo, ma il suo onore no.

Come moglie di Rashid Mazaheri, dichiaro che lui ha resistito per anni a infinite pressioni, dagli arresti e dai casi inventati alle minacce e alle molestie. Oggi lo dico chiaramente e senza timore: la responsabilità della vita di mio marito, che è rimasto coraggiosamente in patria nonostante tutti i rischi, ricade direttamente sul governo“. Così sua moglie Maryam Abdollahi.

Da allora non ci sono più notizie di Mazaheri. Naturalmente il conflitto in atto tra Stati Uniti e Iran con Teheran senza corrente elettrica, non favorisce le notizie sulle persone scomparse.

Già in passato il 36enne si era esposto contro il regime islamico: durante le proteste di piazza nel 2019 aveva chiesto alle autorità di non giustiziare i manifestanti con un post su Instagram. Per questo era stato convocato dalle Guardie della Rivoluzione Islamica e successivamente arrestato. Anche nel 2021 era stato sospeso dalla Federazione calcistica islamica per aver sostenuto le proteste popolari per l’acqua.