La campanella è tornata a suonare, ma per la scuola italiana la fotografia resta fatta di luci e ombre. Gli edifici migliorano, ma troppo lentamente, e il divario tra Nord e Sud continua a essere evidente.
Secondo il nuovo rapporto Ecosistema Scuola di Legambiente, nel 2025 quasi un edificio scolastico su tre, il 31,7%, aveva ancora bisogno di lavori urgenti. Nel Mezzogiorno la percentuale sale al 45,2%, mentre nelle Isole supera la metà e arriva al 54,2%. Un problema che riguarda anche la Campania, dove alla manutenzione ordinaria e straordinaria si aggiunge la necessità di garantire la sicurezza in un territorio esposto a diversi rischi.
Lavori urgenti e agibilità
Basti pensare ai Campi Flegrei, dove il bradisismo e la sismicità dell’area hanno riportato in primo piano anche la sicurezza degli edifici scolastici. Ma il tema riguarda tutta la regione e non soltanto le zone interessate dal fenomeno. A livello nazionale, infatti, il 57,2% degli edifici scolastici non è ancora stato sottoposto alla verifica di vulnerabilità sismica. Qualche miglioramento c’è. Gli edifici con certificato di agibilità sono passati dal 47,2% del 2024 al 53,5% nel 2025. Crescono anche gli interventi per l’efficientamento energetico. Resta però il problema dei tempi. Anche il Pnrr, che ha messo sul piatto 11,65 miliardi di euro per l’edilizia scolastica, procede a velocità diverse. Per le nuove scuole, quasi il 59% dei progetti è ancora in fase di esecuzione. E per gli asili nido i cantieri ancora aperti sono il 45,5%.
La fotografia che arriva da Legambiente è quindi quella di un patrimonio scolastico che sta lentamente migliorando, ma che ha ancora bisogno di interventi importanti e soprattutto di una programmazione stabile.












