Serie A, il pagellone del mercato: bocciati, rimandati e sorprese…

👉 PAGELLONE MERCATO SERIE A:

Roma e Como da 8,5, Juve rimontata sul gong. Milan da 165 milioni ma incompleto, Napoli bocciato: chi ha davvero vinto l’estate?

Roma e Como davanti a tutti. Juventus promossa per il colpo di reni finale, Inter più profonda che rivoluzionata. Napoli insufficiente, Milan il grande punto interrogativo. E attenzione alle sorprese: perché un mercato non si misura soltanto dai nomi sul tabellone.

Il mercato è finito. Adesso comincia la parte più interessante: capire chi ha comprato giocatori e chi, invece, ha costruito una squadra.

Perché spendere 165 milioni non significa necessariamente migliorarsi. Così come cedere un campione non equivale sempre a indebolirsi. La differenza sta nella direzione: avere un’idea tecnica, riconoscere i propri limiti e intervenire per correggerli.

E allora, ecco il mio pagellone. Non quello delle figurine. Quello delle ambizioni.

🟢 ROMA 8,5 – IL MERCATO PIÙ COERENTE

Il voto più alto va alla Roma. Non soltanto per i nomi, ma per la logica. Tony D’Amico ha costruito una rosa che sembra pensata per le esigenze di Gasperini: profondità, atletismo, alternative e giocatori funzionali a un’idea precisa. Castro amplia le soluzioni offensive, Rodrigo Mora aggiunge talento puro tra le linee, Balerdi e Koulierakis rinforzano una difesa che dovrà reggere campo aperto e duelli continui. Molina è probabilmente uno di quegli acquisti che rischiano di sembrare normali oggi e diventare fondamentali domani.

Non è il mercato più rumoroso. È probabilmente il più razionale. E proprio per questo merita il voto più alto.

🔵 COMO 8,5 – NON È PIÙ UNA SORPRESA

Qui bisogna essere chiari: il Como è tra le grandi ambiziose.

Kean è un colpo che cambia la percezione della squadra. Chalobah e Sanchez portano esperienza, Yan Couto aggiunge qualità offensiva e Milla può essere una delle intuizioni tecnicamente più interessanti dell’intera Serie A. Poi c’è Liberali, investimento apparentemente marginale ma potenzialmente enorme.

Il Como non ha fatto mercato solo per confermarsi. Ha fatto mercato per provare a vincere in Italia, a divertirsi in Champions.

La vera sfida, adesso, sarà gestire l’abbondanza. Perché avere tanti giocatori forti è un vantaggio soltanto se riesci a costruire una gerarchia.

⚪⚫ JUVENTUS 8 – IL FINALE CAMBIA IL GIUDIZIO

Per settimane sembrava un mercato incompleto. Poi la Juventus ha accelerato.

La rivoluzione offensiva è profonda: via Vlahovic, David e Openda, dentro Kolo Muani e Woltemade. Non è soltanto un cambio di nomi, è un cambio di caratteristiche.

La coppia Vicario-Grabara aumenta la competitività in porta. Lucumi e Celik ampliano le possibilità difensive. Alajbegovic è un investimento sul futuro, Sarr una risposta preventiva ai problemi fisici di Thuram. Resta quel terzino sinistro che avrebbe completato il disegno.

Ma il punto è un altro: la Juventus aveva bisogno di cambiare pelle e, alla fine, lo ha fatto.

🔵 INTER 7,5 – MENO RIVOLUZIONE, PIÙ PROFONDITÀ

L’Inter non ha avuto un’estate semplice, ma ha evitato il rischio più grande: restare immobile.

Spence risolve, almeno numericamente e atleticamente, il problema dell’esterno. Curtis Jones porta dinamismo e qualità in mezzo. Stones rappresenta esperienza internazionale e capacità di costruire dal basso.

Non è un mercato che stravolge la squadra. È un mercato che prova ad allungarla.

E probabilmente era proprio ciò di cui l’Inter aveva bisogno: più soluzioni, più rotazioni, meno dipendenza dagli stessi undici.

⚫🔵 ATALANTA 7,5 – IL COLPO DI CODA CHE CAMBIA TUTTO

Per buona parte dell’estate sembrava un mercato interlocutorio.

Poi sono arrivati segnali forti. Il ritorno di Kessié è una scelta pesante, Rowe un investimento che parla di ambizione. Le cessioni di Palestra e Ahanor hanno prodotto risorse importanti, ma il vero interrogativo resta l’eredità di De Roon.

Perdere un leader non significa soltanto sostituire un centrocampista.

Significa sostituire una presenza. Gaetano può essere una delle sorprese, ma il campo dovrà dire quanto peserà la perdita dell’olandese.

🔴 MILAN 5 – IL PARADOSSO DEI 165 MILIONI

Ecco probabilmente il giudizio più severo.

Il Milan ha speso tantissimo. Ma il problema è proprio questo: ha speso molto senza eliminare tutti i dubbi.

Ramos e Moreira sono operazioni importanti. Gila è una certezza del campionato italiano. Ma affidare una parte così delicata del progetto offensivo a Cissé e Hutchinson rappresenta un rischio. Manca profondità davanti. Manca una soluzione forte sulla sinistra. E soprattutto resta il problema difensivo. Un grande mercato non è quello che ti permette di mostrare lo scontrino. È quello che, alla fine, ti lascia meno problemi di prima. E oggi il Milan, nonostante i 165 milioni investiti, ne ha ancora troppi.

🔵 NAPOLI 5 – IL MERCATO DELLE OCCASIONI PERSE

Qui il discorso è delicato. Perché il Napoli aveva anche esigenze reali: sfoltire, liberare spazio, risolvere il problema delle liste.

Ma una squadra che vuole competere ai vertici non può raccontare il proprio mercato soltanto attraverso ciò che non è riuscita a fare.

Favasuli e Badiashile sono operazioni interessanti, ma insufficienti per modificare realmente il livello competitivo della rosa.

Il punto non è che il Napoli abbia fatto un mercato disastroso.

Il punto è forse più preoccupante: ha fatto un mercato troppo passivo. Dopo settimane trascorse a inseguire grandi nomi, da Gabriel Jesus in poi, la sensazione finale è quella di un’estate in cui il club abbia amministrato più che costruito.

E nel calcio moderno, soprattutto quando insegui squadre già strutturate, restare fermo equivale quasi sempre a perdere terreno.

🟣 FIORENTINA 7 – TANTA QUALITÀ, MA CHI SEGNA?

Paratici ha movimentato l’estate viola con operazioni di alto profilo.

Mastantuono, Atta, Oulai, Pedro Gonçalves: talento e prospettiva non mancano. Ma la cessione contemporanea di Kean e Gudmundsson apre un interrogativo enorme. Perché puoi migliorare il palleggio, aumentare la qualità tecnica, rendere la squadra più moderna. Ma i gol?

Il mercato della Fiorentina è affascinante. Non ancora completamente risolto.

🟢 LAZIO 7,5 – IL MERCATO PIÙ SORPRENDENTE

Considerando le condizioni di partenza, probabilmente uno dei lavori migliori dell’estate.

Frattesi, Pinamonti e Gudmundsson cambiano il potenziale offensivo della Lazio. La cessione di Gila è stata gestita economicamente bene e Fabiani è riuscito a trasformare una situazione complicata in opportunità. Il vero merito? Aver migliorato la rosa senza la disponibilità economica che sembravano avere altre concorrenti.

🟡 LE ALTRE: PROMOSSE E RIMANDATE

Sassuolo 7: idee chiare e operazioni tempestive.

Venezia 7: ambizione superiore alla dimensione attuale del club.

Monza 6,5: grande accelerata finale, ora serve tempo.

Udinese 6,5: il solito laboratorio, con qualche intuizione interessante.

Torino 5,5: sufficienza, ma poteva osare di più.

Lecce 6: mercato funzionale alla sopravvivenza.

Parma 5,5: troppe perdite pesanti da compensare.

Genoa 5,5: molte scommesse, poche garanzie.

Cagliari 5,5: qualità presente, ma squadra da ricostruire.

Frosinone 5,5: investimenti importanti, certezze ancora poche.

Bologna 5: ha cambiato troppo e rischia di aver perso più di quanto abbia aggiunto. Il mercato non assegna lo Scudetto. Ma può indicare una direzione.

Oggi, rispetto a tre mesi fa, quale squadra è più vicina all’idea di calcio che vuole diventare?

Chi secondo voi ha vinto davvero il mercato? E chi, invece, rischia di aver perso un’occasione irripetibile?