Bisognerebbe stilare un decalogo della truffa… solo che, ogni giorno, bisognerebbe aggiungere una nuova modalità di raggiro pensata dai criminali… . Prova a correre ai ripari il nuovo procuratore di Napoli nord Domenico Airoma, che a poche ore dalla nomina immediatamente accende i riflettori sulla urgente necessità di sicurezza sull’Asse Mediano. Tra le misure, l’installazione di 120 telecamere di videosorveglianza, impianti di illuminazione e sistemi di tutor per frenare rapine, incidenti e criminalità. Ma torniamo al racconto della nuova tecnica di truffa… tecnica copiata dai messicani…
I video sui social, indicano l’Asse mediano come palcoscenico di questa nuova messinscena criminale. Il copione è rapido: finestrini abbassati, il lancio del topo, la paura che travolge chi guida. Frenata, fuga dall’auto, pochi secondi di caos. Quanto basta a un complice per infilarsi al volante e sparire.
Ma al momento non esistono denunce ufficiali, né comunicazioni delle forze dell’ordine che confermino rapine consumate con questo metodo. Solo testimonianze affidate ai social, un allarme da maneggiare con cautela. E non sarebbe nemmeno un’invenzione recente: nel 2018 segnalazioni analoghe arrivarono da San Giovanni a Teduccio e Barra. Ancora prima, nei vicoli di Forcella, il trucco era già noto.
Ma il repertorio delle truffe su strada è ampio…
C’è ad esempio la Tecnica del sasso: un colpo contro la carrozzeria, una biglia o un sasso lanciati durante un sorpasso. Poi fari lampeggianti, accuse: «Mi hai rotto lo specchietto». La vittima si ferma, e lì scatta l’estorsione.
La variante: lo specchietto è già rotto, e il risarcimento viene chiesto in contanti, subito. Poi c’è la tecnica delle Uova sul parabrezza: uova, miscelate al liquido del lavavetri… si crea una patina opaca che costringe a fermarsi. Il resto lo fa la distrazione. Poi il complice gentile, soprattutto nei parcheggi dei supermercati: «Ha perso delle chiavi», «Le sono cadute delle monete». Il conducente scende, un complice apre lo sportello opposto e porta via borsa, computer, telefono. Tutto. E non è finita ancora…
C’è la truffa della ruota bucata. Lo pneumatico viene tagliato o sgonfiato mentre l’auto è in sosta. I ladri seguono la vittima fino alla fermata obbligata per cambiare la gomma e colpiscono mentre le mani sono impegnate.
E non è finita ancora: c’è la truffa della compassione. Il falso ferito sul ciglio della strada, l’auto in panne con qualcuno che sembra stare male. Ma quella più spregiudicata è quella sexy. Una donna chiede un passaggio, poi accusa il conducente di molestie. La richiesta di denaro per “chiudere la faccenda” arriva subito. Non è un raggiro: è estorsione pura.
Di C.B.












