Sorelle ritrovate, i giudici prima della fuga: “La madre ostacolava il rapporto con il padre”

Pochi giorni prima della scomparsa delle due ragazze dalla casa famiglia in Abruzzo, il Tribunale di Cassino aveva revocato definitivamente la responsabilità genitoriale della madre. Nelle motivazioni emergono riferimenti a condotte ritenute dannose per l’equilibrio delle figlie e ostative al rapporto con il padre

La sentenza che precede la scomparsa

Emergono nuovi dettagli sul delicato contesto familiare delle due sorelle ritrovate nei giorni scorsi a Formia dopo l’allontanamento dalla struttura che le ospitava a Civitella Alfedena, in provincia dell’Aquila.

Il 28 maggio scorso il Tribunale di Cassino aveva disposto la revoca definitiva della responsabilità genitoriale della madre, mentre aveva restituito quella del padre, in precedenza sospesa. Una decisione arrivata al termine di un lungo percorso di valutazione della situazione familiare e delle condizioni delle due minori.

Le motivazioni dei giudici

Nelle motivazioni della sentenza i giudici hanno evidenziato come la madre non fosse riuscita a comprendere pienamente la sofferenza vissuta dalle figlie e le conseguenze prodotte dalle proprie condotte sul loro percorso di crescita.

Secondo il tribunale, la donna avrebbe ostacolato negli anni il recupero del rapporto tra le ragazze e il padre, mettendo in atto comportamenti definiti contrari all’interesse delle minori.

Nell’atto si parla di una persistente opposizione alla ripresa dei rapporti tra il genitore e le figlie, accompagnata da atteggiamenti ritenuti manipolativi e condizionanti nei confronti delle ragazze.

Gli episodi richiamati nel provvedimento

Tra gli elementi riportati nella sentenza figurano alcuni episodi specifici considerati significativi dai giudici.

Uno risale all’ottobre del 2024, quando la donna avrebbe raggiunto una delle strutture che ospitavano le figlie senza le necessarie autorizzazioni.

Un secondo episodio riguarda il ritrovamento, nell’aprile del 2025, di un documento manoscritto contenente indicazioni su come una delle ragazze avrebbe dovuto affrontare una conversazione telefonica con la madre. Secondo quanto riportato negli atti, il contenuto del documento sarebbe stato finalizzato a rafforzare determinate posizioni riguardo al rapporto con il padre.

Le valutazioni sul contesto familiare

La decisione del tribunale non si è limitata alla sola posizione della madre. I giudici hanno infatti esaminato l’intero contesto familiare, esprimendo perplessità anche rispetto ad alcuni componenti del ramo materno, ritenuti coinvolti nelle dinamiche che avevano caratterizzato la vicenda.

Per questo motivo è stata esclusa l’ipotesi di un affidamento delle minori a parenti della donna.

Allo stesso tempo, il provvedimento contiene osservazioni anche nei confronti del padre, al quale viene contestata una difficoltà nel rispettare i tempi previsti per il graduale riavvicinamento alle figlie e una scarsa collaborazione con alcuni percorsi terapeutici indicati dai servizi competenti.

Le indagini proseguono

La vicenda resta ora al centro dell’attenzione degli investigatori, chiamati a ricostruire tutti gli aspetti che hanno portato all’allontanamento delle due sorelle dalla struttura abruzzese e al loro successivo ritrovamento a Formia.

Gli approfondimenti giudiziari dovranno chiarire ulteriormente ruoli, responsabilità e dinamiche che hanno caratterizzato una storia familiare complessa, già oggetto di valutazioni da parte dell’autorità giudiziaria prima della scomparsa delle due ragazze.