Sorrentopoli senza freni: appalti, concorsi e mazzette nel nuovo terremoto giudiziario sul Comune

Un sistema che, secondo gli inquirenti, avrebbe trasformato appalti pubblici e concorsi comunali in un circuito chiuso di favori, accordi e scambi illeciti.

È il cuore della nuova ondata di misure cautelari che torna a travolgere Sorrento nell’inchiesta della Procura di Torre Annunziata sul cosiddetto “sistema Sorrento”, ormai ribattezzato dall’opinione pubblica Sorrentopoli.

Corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, turbata libertà degli incanti e turbata libertà di scelta del contraente: sono le accuse al centro dell’ordinanza cautelare eseguita dalla Guardia di Finanza di Torre Annunziata e dalla compagnia di Massa Lubrense, dopo gli interrogatori preventivi disposti nei confronti di 15 indagati.

Sette arresti domiciliari e due divieti di dimora in Campania

Ai domiciliari un dirigente del Comune di Sorrento, un funzionario amministrativo, il commercialista ed ex consigliere comunale Vincenzo Sorrentino, due imprenditori, il giornalista Antonio Gnassi componente delle commissioni giudicatrici del Comune e un barbiere. Per altri due indagati, un ingegnere e un imprenditore, è scattato il divieto di dimora in Campania. Gli indagati rispondono complessivamente di 11 capi d’imputazione: 7 episodi di corruzione e 4 turbative d’asta.

Il sistema Sorrento

Il quadro investigativo affonda le radici nell’arresto in flagranza dell’allora sindaco Massimo Coppola, sorpreso mentre intascava una mazzetta, episodio che ha aperto il primo squarcio su quello che oggi viene descritto come un sistema strutturato e persistente. Un impianto accusatorio rafforzato anche dalle dichiarazioni dello stesso ex primo cittadino e del suo collaboratore Raffaele Guida, detto “Lello il Sensitivo”, considerate decisive per ricostruire i rapporti tra politica, imprenditoria e apparati amministrativi.

Nel mirino degli investigatori finiscono numerosi appalti e affidamenti del Comune tra il 2022 e il 2024: dalla promozione del brand “Sorrento” agli eventi “Torna a Surriento” e “M’illumino d’inverno”, dalla gestione del Teatro Tasso alle smart bench installate in città, fino ai concorsi pubblici per l’assunzione di personale comunale.

Tra i capitoli più delicati resta quello dello Stadio Italia, appalto da oltre 5,4 milioni di euro. Secondo gli inquirenti, la progettazione sarebbe stata frazionata artificiosamente per eludere le soglie europee e consentire affidamenti diretti, mantenendo la regia delle procedure all’interno del Comune e orientandone gli esiti.

Solo un mese fa erano stati sequestrati ulteriori 115mila euro in contanti durante le perquisizioni, mentre emergeva anche la figura di un insospettabile barbiere della penisola sorrentina, indicato dagli investigatori come snodo informale di contatti, favori e mediazioni.

Nuovo terremoto giudiziario

Il Gip parla di un “metodo della collusione” diventato prassi: un sistema di relazioni stabili tra pubblici ufficiali, imprenditori e intermediari per condizionare gare e decisioni amministrative.

Dopo il primo shock giudiziario e gli arresti dei mesi scorsi, Sorrentopoli entra così nel suo terzo capitolo. Un’inchiesta che continua ad allargarsi e che, secondo gli inquirenti, disegna un meccanismo consolidato capace di piegare la macchina pubblica a interessi privati.